Mer. Set 2nd, 2026

Schiaffo di Gubetti a Valcanneto: ignorata la mozione per riqualificare Largo Monteverdi

Il Consiglio comunale aveva votato a favore ma la maggioranza decide di impiegare il finanziamento regionale per asfaltare Via degli Angeli Ceretani

Cerveteri – Chiariamo subito una cosa: come spiega assai meglio delle asettiche norme l’Associazione Segretari Comunali e Provinciali, le mozioni sono “atti approvati dal consiglio per esercitare un’azione di indirizzo, esprimere posizioni e giudizi su determinate questioni, organizzare la propria attività, disciplinare procedure e stabilire adempimenti dell’amministrazione nei confronti del consiglio”, ma non hanno valore vincolante come una deliberazione o una legge. Si tratta, quindi, di un atto di indirizzo politico a tutti gli effetti e questo è l’aspetto più importante, specialmente se il documento indica una linea di condotta.

Non essendo vincolante, però, l’atto può essere applicato o meno. Ed è questo il caso della mozione presentata dal gruppo consiliare Città Futura-Anno Zero che impegnava sindaca Elena Gubetti e la sua giunta a partecipare al bando della Regione Lazio che avrebbe consentito una spesa di 500.000 euro a fondo perduto da destinare al rifacimento di Largo Monteverdi a Valcanneto, un’opera attesa da anni. Per la cronaca, la mozione è stata approvata con i voti dell’opposizione e con il voto favorevole della consigliera di maggioranza Antonella Di Cola. A questo si è aggiunta l’astensione del capogruppo Pd Giuseppe Zito.

Un paio di cose su Largo Claudio Monteverdi. Chi non conosce l’area dovrebbe farci un salto, troverebbe uno spazio degradato dove settimanalmente si tiene un mercatino con qualche banco di ambulanti che stazionano su terra polverosa d’estate e fangosa d’inverno. Il terreno è sconnesso e viene usato malamente dai residenti come posteggio, rischiando qualche danno alla macchina dato il fondo irregolare. Una fontana con contatore idrico in vista e due stracci ai lati delle tubazioni e che spesso perde acqua, completa la desolazione. Alcuni tabelloni in lamiera per le affissioni comunali aggiungono altro squallore se mai ce ne fosse bisogno. Non c’è cura in quello spiazzo, è in stato di abbandono. Idem la rotatoria che completa il largo, cespugli incolti e incuria. Unica nota positiva, la dimora per gatti che volontari cercano di mantenere dignitosa. Eppure, il rifacimento di Largo Monteverdi è formalmente inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2024-2026, ma dell’apertura di un cantiere neanche l’ombra. Questa situazione non me l’hanno raccontata, la vedo ogni giorno perché abito a poca distanza.

Tornando alla mozione, è notizia di ieri che la Giunta Gubetti con la delibera n. 108 ha disatteso la mozione votata a favore della riqualificazione di Largo Claudio Monteverdi preferendo investire i fondi regionali su Via degli Angeli Ceretani (vedi nostro articolo https://lavocedelletruria.it/anno-zero-giunta-gubetti-ignora-la-mozione-a-favore-di-valcanneto-e-dirotta-500mila-euro-per-rattoppare-via-angeli-ceretani/).

Nella stessa delibera n. 108, la Giunta comunale motiva così le ragioni che hanno portato a “individuare come proposta progettuale l’esecuzione di interventi straordinari per la macro-classe settoriale viabilità e mobilità, finalizzati alla riqualificazione e al completamento funzionale del sistema di accesso e collegamento tra il nuovo asilo comunale via Passo di Palo e l’area destinata ad ospitare il Polo per lo Sport, situato lungo l‘asse viario denominato Via degli Angeli Ceretani (ex Via Settevene Palo Nuova), attraverso opere di riqualificazione, manutenzione straordinaria e ampliamento di infrastrutture esistenti”.

Nessuno mette in dubbio che riqualificare e completare in modo funzionale il sistema d’acceso al nuovo asilo comunale – in altre parole riasfaltare la strada e migliorare l’ingresso viario – è un’iniziativa condivisibile anche se, viste le dimensioni della strada la cifra appare insufficiente. Condivisibile quindi, non indispensabile. Perché siccome la strada in questione non versa in una situazione di insicurezza o grave ammaloramento, l’urgenza d’intervento è opinabile. Ad ogni modo, è bene ricordare che la mozione a favore di Valcanneto venne approvata con il voto favorevole di tutta l’opposizione e della consigliera Di Cola e con l’astensione determinante del consigliere Zito. A margine del voto positivo i consiglieri proponenti dichiaravano che “Ora l’amministrazione Gubetti non potrà più ignorare la strada indicata dal Consiglio: gli uffici comunali dovranno attivarsi per presentare la domanda in Regione e intercettare i fondi per Largo Monteverdi. Per Valcanneto si apre una nuova pagina, per la maggioranza la frattura non fa che allargarsi”.

Una pia illusione che toglie anche quel briciolo di credibilità rimasta a questa amministrazione. Per carità, di mozioni approvate da varie assemblee ad ogni livello e successivamente non applicate se ne contano migliaia. E spesso su temi assai rilevanti, basti pensare ai diritti civili o alla tutela ambientale.

Qui siamo più terra terra. La maggioranza non poteva permettere che l’opposizione – e in particolare Città Futura-Anno Zero, dove, guarda caso, un’esponente di spicco e un’ex assessora del Gruppo risiedono – potesse intestarsi il merito di aver ottenuto la riqualificazione sacrosanta attesa da tempo immemore. Soprattutto a un anno scarso dalle elezioni: Valcanneto, come il cielo, può attendere – è il ragionamento – meglio volgere le attenzioni al centro città e riasfaltare (speriamo non rattoppare) quella che precedentemente era chiamata Via Settevene Palo Nuova.

Tra l’altro, quello di disattendere o bocciare mozioni sacrosante e condivisibili presentate dall’opposizione è un petit vice di Gubetti e di chi la sostiene. Basti pensare alla mozione sugli stalli rosa e le ver-go-gno-se scuse addotte da chi presiedeva l’Assemblea (ma anche da alcuni esponenti della maggioranza) per giustificarne la bocciatura, seguite da un parziale autodafé e le accese polemiche che seguirono.

E pensare che a Ladispoli, quando l’allora consigliere di opposizione Alessandro Grando ne presentò una analoga, quest’ultima venne approvata all’unanimità. Primo cittadino era Crescenzo Paliotta, altro stile, altra levatura. Per Largo Monteverdi, invece, si è disattesa la volontà del Consiglio comunale senza colpo ferire. Tutto lecito, tutto nella norma, per carità, le mozioni non sono vincolanti e Gubetti e la sua giunta possono decidere di impiegare i fondi regionali in Via Angeli Ceretani con tutte le giustificazioni politiche e contabili che vogliono.

Commettendo tre grossi sbagli però: il primo è che non osservare il volere dell’Assemblea comunale contribuisce a incrinare ancora di più la stabilità ormai fragilissima di questa maggioranza. Secondo, il messaggio che arriva alla consigliera Di Cola è quello che del suo voto se ne fregano altamente. Lasciamo perdere l’amico Zito che con l’astensione ancora una volta ha palesato un vorrei ma non posso. Glielo dico con affetto, e lui sa che sono sincero: sarebbe ora che potesse. Terzo, Valcanneto è una realtà residenziale con circa quattromila abitanti, non proprio quattro gatti, e se soltanto due persone su dieci si legassero al dito l’ennesima presa in giro, parleremmo di circa ottocento persone. Fare due conti sarebbe utile.

Ad ogni modo, il provvedimento è stato adottato, sarà Via degli Angeli Ceretani a godere del finanziamento. Così sia. Ma a proposito di cherubini e serafini, chi ha preso questa decisione sappia che neanche San Michele Arcangelo lo salverà dalla rabbia dei cittadini di Valcanneto. E se qualcuno nella maggioranza di centrosinistra ha letto qualche riga di Tolstoj, ricorderà che “Tutto arriva in tempo per chi sa aspettare”. Ci pensino su.

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