Mer. Set 2nd, 2026

Santa Marinella, M5S: Bandiera Lilla e la farsa dell’accessibilità: quando il marketing soffoca la giustizia

Riceviamo e pubblichiamo

Santa Marinella – A Santa Marinella, pare che la realtà sia un optional e la comunicazione un’arte della prestidigitazione. Il Comune si fregia della Bandiera Lilla, un vessillo che dovrebbe simboleggiare l’impegno per un turismo accessibile e inclusivo. Peccato che, a ben vedere, questa bandiera non sia altro che un costosissimo soprammobile: ottomila euro sborsati allegramente ad una società privata, come se la virtù si potesse comprare al mercato delle vanità.

Mentre il sindaco si pavoneggia con questo riconoscimento a pagamento, la realtà sul campo racconta una storia ben diversa, anzi, una vera e propria farsa. Il Tribunale di Civitavecchia ha già condannato il Comune per discriminazione collettiva contro le persone disabili. Il motivo? L’assoluta mancanza di un PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), uno strumento fondamentale per garantire a tutti il diritto di muoversi liberamente sul territorio. Ma non finisce qui. Il TAR ha rincarato la dose, giudicando il piano (quello che è stato approvato successivamente per intenderci, e che evidentemente non valeva la carta su cui era stampato) assolutamente insufficiente.

E a distanza di sentenze e condanne, il Comune di Santa Marinella non ha ancora approvato un progetto concreto per l’eliminazione di quelle barriere architettoniche che continuano a imprigionare chi ha difficoltà motorie. Un’inerzia che costa cara, molto cara, alla collettività: cinquanta euro al giorno di sanzione, a partire da ottobre 2024 (ormai giriamo sopra ai 14.000 euro), per la persona che ha avuto la tenacia di portare in tribunale questa vergognosa discriminazione. Soldi pubblici che, anziché essere investiti per rendere la città più accessibile, finiranno per pagare l’ennesima negligenza.

E per concludere il quadro di questa tragicomica rappresentazione, la ciliegina sulla torta della disinformazione: il Sindaco ha sbandierato ai quattro venti di essere il primo comune del Lazio a ricevere la Bandiera Lilla. Una clamorosa falsità, visto che Pomezia l’ha ottenuta nel lontano 2019. Ma si sa, per alcuni, il Lazio si estende giusto tra la Scaglia e il Pisciarello, e il resto è un’appendice trascurabile.

In definitiva, la Bandiera Lilla a Santa Marinella non è altro che un costoso specchietto per le allodole, un tentativo maldestro di nascondere sotto il tappeto anni di inerzia e di aperta discriminazione. Un’operazione di marketing che non solo è un insulto all’intelligenza dei cittadini, ma anche un affronto a tutti coloro che ogni giorno lottano per il diritto sacrosanto all’accessibilità. Quando la giustizia condanna e l’amministrazione si compra l’immagine, c’è qualcosa che non funziona. E a Santa Marinella, sembra che il meccanismo sia completamente grippato.

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