Mer. Set 2nd, 2026

Piergentili: “Un voto alla sindaca? Uno. Sul sociale non si scherza, non la ricandideranno”

Il vicepresidente del Consiglio comunale affronta la situazione politica di Cerveteri n una intervista a tutto campo

Cerveteri – Luca Piergentili, cerveterano doc, consigliere e vicepresidente del Consiglio comunale, ha il pregio di dire le cose senza peli sulla lingua. Con parole semplici ma ferme affronta i temi politici scottanti che sono sul tavolo a Cerveteri. Insomma, non le manda a dire, come dimostra in questa intervista che mi ha rilasciato.

Come vuole che la chiami, consigliere o vicepresidente?

Luca è meglio.

Volentieri, ma la forma impone il lei

Allora fai tu, anzi lei.

Cominciamo dal Consorzio di Servizi Sociali da attuare insieme a Ladispoli la cui approvazione a Cerveteri è rimandata da dicembre scorso

Il Consorzio è una figuraccia che la sindaca sta facendo in prima persona, sulle tematiche sociali avrebbe dovuto delegare un assessore H24, queste cose vanno seguite costantemente, invece, da come è stato impostato il dibattito nell’ultimo Consiglio comunale aperto, la sindaca se l’è cantata e suonata da sola non coinvolgendo né la maggioranza, né la minoranza. Infatti, nessuno ha fatto un intervento. La sindaca è consapevole di non avere una maggioranza, quella che la sostiene è una “maggioranza variabile” all’interno della quale ci sono molti conflitti a livello di singoli consiglieri. Si fanno dispettucci, un atto così importante è stato presentato a dicembre, poi ritirato una prima volta, quindi ripresentato dalla sindaca e di nuovo ritirato. Si parla di veti, qualcuno tempo fa parlò di ricatti e ne scaturì una polemica, non seguirò questa strada ma che lo stop all’approvazione sia tutto interno alla maggioranza è evidente. Poi, entrando nello specifico, uno statuto che prevede un cda composto soltanto da due persone non sta in cielo né in terra, ma sono cose che si possono affrontare e discutere.

Ma voi sareste disponibili a votare il Consorzio?

Noi saremmo disponibili, certo. Si dovrebbe tenere una commissione allargata per affrontare le criticità che potrebbero esistere. Sia chiaro, sul sociale e sulle famiglie non si scherza, ce ne sono tante che aspettano da troppo tempo. Poi assistiamo a cose vergognose come quella andata in onda nel Consiglio comunale di ieri, dove la maggioranza non si è presentata, sono intervenuti soltanto consiglieri di opposizione. Eravamo stati informati con ampi margini di tempo dal presidente Travaglia che lui non avrebbe potuto presiedere per impegni personali, ma questo non rappresentava un problema in quanto avremmo potuto svolgere lo stesso la seduta con la mia presidenza.

Ha parlato di “maggioranza variabile”, adesso ci sarà la sessione di bilancio, un atto dovuto che sarà sicuramente approvato. Dopo cosa prevede?

Difficile dirlo. All’ordine del giorno c’è anche l’approvazione di debiti fuori bilancio che, da quando c’è questa amministrazione sono aumentati a dismisura. Il Consiglio è stato riconvocato in seconda convocazione, vediamo chi si presenta in Aula. Quello che appare è che tirano a campare e spesso la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Le accuse e l’altolà che il capogruppo Pd fece in Aula tempo fa non hanno avuto seguito e chi paga è una città di quarantamila abitanti.

Secondo lei il Pd è l’anello debole di questa maggioranza?

A parole il Pd dice un sacco di cose ma all’atto pratico non le applica. Un partito serio, con una storia antica se consideriamo i partiti che l’hanno fondato ha una sezione locale che dovrebbe funzionare ma che secondo me non funziona affatto. È evidente che fanno tutto e il contrario di tutto, dichiarano che vanno d’amore e d’accordo come ha detto recentemente l’assessore Gnazi in un’intervista, cosa che è evidentemente non vera. Un partito come il loro dovrebbe prestare attenzione al territorio, alle fasce più deboli oppure creare occupazione.

A proposito di fasce più deboli, voi avete recentemente presentato una mozione per la rottamazione quinquies di alcune cartelle esattoriali. Perché non è stata approvata?

Sono passati due mesi, stiamo aspettando l’emanazione di un regolamento da parte della maggioranza, forse entro metà giugno il provvedimento potrebbe arrivare in Consiglio. Ma anche lì ci sono divergenze, la città non va avanti così, la verità è che Cerveteri sta morendo, il turismo, l’occupazione, la stabilità, sono tutti problemi irrisolti. Le frazioni poi sono afflitte da problemi cronici. La sindaca si limita a tagliare nastri e fa proclami, i soldi sono stati investiti – male – tutti a Campo di Mare. Ma basta guardare alla situazione, a distanza di un anno, dell’acqua a I Terzi o Cerenova in totale abbandono dove c’è erba alta sui marciapiedi e la sera è difficile uscire per via di piccole bande che si fa finta di non vedere, oppure il cimitero del Sasso, dove ancora non sappiamo a che punto è l’acquisizione di un terreno attiguo di proprietà dei marchesi Patrizi. Anche Cerveteri città non se la passa meglio, dove nel cortile del Comune c’è erba alta cinquanta centimetri. Non c’è un minimo di progettualità.

Qual è, secondo lei, il problema più importante di Cerveteri che questa amministrazione avrebbe dovuto affrontare senza se e senza ma e che invece non ha fatto?

Sicuramente il problema dell’occupazione. Si parla da trent’anni di una zona artigianale che rimane ancora un desiderio. Molte aziende hanno chiuso perché non c’è stato un ricambio generazionale, la bottega sotto casa non è più un modello, il mondo è cambiato i centri commerciali fanno la differenza, vedi Ladispoli. Per non parlare del turismo, che ha parole tutti vogliono sviluppare ma all’atto pratico è tutto fermo, siamo a feste e festicciole. Le associazioni, pur volenterose, lasciano il tempo che trovano, non sono realtà professionali.

Parliamo un po’ di casa vostra. A poco più di un anno dalle prossime elezioni, come stanno le cose nel centrodestra di Cerveteri? È vero che la figura di un candidato sindaco unitario ancora non c’è e che qualche screzio non si può negare?

Come in tutte le famiglie, anche nella nostra si discute. L’importante è che queste discussioni siano su temi rilevanti non focalizzati su un nome. Ci sarà un grande lavoro da fare, dovremo rivedere tutti i contratti di servizio a cominciare dalla raccolta differenziata, poi ci si dovrà occupare del personale comunale che è fortemente demotivato, chi può va via. E senza un personale motivato non si va da nessuna parte. La questione del nome da candidare è sul tavolo, ci istiamo vedendo spesso e gli angoli si stanno smussando, meglio discutere prima che discutere dopo. Sicuramente faremo tesoro degli errori passati e punteremo al rinnovamento.

Lei si ricandiderà?

Non so quello che farò, adesso mi godo l’elezione a vicepresidente del Consiglio comunale, carica arrivata perché la maggioranza non aveva un’alternativa, infatti, mi hanno votato anche loro. Spero di svolgere il ruolo istituzionale nel miglior modo possibile. Ieri ho fatto la mia prima esperienza ufficiale indossando camicia e giacca, cosa che non faccio mai (ride), ma purtroppo il Consiglio è andato deserto e questo mi dispiace perché dimostra che alla sindaca e la sua ciurma, io la chiamo così, di Cerveteri non interessa nulla.

Quando fu eletta, la sindaca disse che Cerveteri aveva fatto la storia. Esagerazioni a parte, che voto darebbe alla sindaca?

Uno. Quando andavo a scuola a me davano non classificato, a lei do uno come minimo sindacale.

Secondo lei sarà ricandidata?

Lei dice di sì ma secondo me non la ricandidano. E se fosse intelligente dovrebbe fare diecimila passi indietro perché comunque ha dimostrato di non essere adatta a Cerveteri. La mentalità savoiarda e piemontese non va bene per Cerveteri, a me poi, re e padroni non sono mai piaciuti, tantomeno le persone sole al comando. Occorrono capacità di confronto con gli altri, e lei queste capacità non le ha.

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