Mer. Set 2nd, 2026

Gubetti spiazzata dalla candidatura di Grando a Cerveteri scrive ai cittadini di Ladispoli

La sindaca rimprovera a Grando la candidatura in un’altra città dimenticando che Pascucci fece la stessa cosa, anche se con temporalità diversa

Cerveteri – L’annuncio della candidatura a sindaco di Cerveteri da parte del sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, ha gettato nel panico la sindaca Elena Gubetti che, senza pensarci due volte – e per evitare un danno a sé stessa forse avrebbe dovuto – ha scritto una verbosissima e patetica lettera aperta rivolta alle “care cittadine e cari cittadini” di Ladispoli affermando che non avrebbe mai pensato di rivolgersi loro in questo modo. E fa bene a dirlo perché difficilmente capiranno il perché di un fiume lessicale di cui non avvertivano il bisogno.

Direbbe Massimo Cacciari: “ma di cosa stiamo parlando?”. A parte l’evidente spiazzamento provocato dalla decisione di Grando e la consapevolezza che con un minimo di unità del centrodestra intorno a lui, la battaglia è finita prima ancora di cominciare, l’iniziativa di Gubetti reca danno a sé stessa non certo al sindaco di Ladispoli. Quattromila parole che lasciano intravedere rabbia e paura per un avversario di cui tutti parlavano come probabile candidato ma che adesso è certezza. Una certezza che insinua il dubbio di non essere rieletta, ammesso che sia ricandidata.

Tornando alla lettera, difficile sintetizzare quello che assomiglia più al Discorso della Montagna piuttosto che una riflessione politica. Ma lei, spiega, lo fa perché sente “il dovere di una vicinanza umana, prima ancora che politica, verso chi oggi, leggendo le parole del vostro Sindaco, potrebbe sentirsi smarrito o abbandonato”.

Parla da esperta la sindaca, perché le stesse sensazioni immagina le avranno provate i cittadini di Cerveteri quando il sindaco uscente Pascucci decise di candidarsi a sindaco di Ladispoli (a onor del vero lo fece più o meno tre mesi prima delle elezioni) lasciando la propria candidatura a consigliere anche a Cerveteri. Prima di lui, diversi anni fa, fu Gino Ciogli a governare entrambe le città. Non proprio una novità dunque.

Ma Grando, per lei, ha fatto qualcosa di imperdonabile, perché “essere Sindaco non è un mestiere, è una dedizione che ti entra dentro”, lo sa bene la sindaca perché torna a casa tardi “spesso molto stanca, avendo sottratto ore preziose ai miei figli e alla mia famiglia”. Si potrebbe obiettare che a questo si può ovviare non presentandosi alle elezioni evitando di portare con sé “il peso di mail che non ho fatto in tempo a mandare e il senso di frustrazione che mi accompagna quando, nonostante tutto l’impegno, capisco di non avere gli strumenti necessari per dare a tutti le risposte che meriterebbero”.

Affranta, dimenticando appunto che Pascucci fece la stessa cosa, si chiede se “si può davvero guardare a una comunità come a una scarpa vecchia, da calzare con cura per anni e poi, per la voglia di un cammino più comodo, sfilare via per cercarne una nuova? Un Sindaco è il custode di una casa, non un viaggiatore in cerca di avventure”. All’attuale amministratore di Multiservizi saranno fischiate le orecchie.

Poi continua a rivolgersi ai ladispolani con un elenco interminabile di tutte le cose belle, anzi bellissime, che ha realizzato a Cerveteri, sicura forse che questo interessi loro senz’altro. Quindi trova il piglio thatcheriano per affermare senza se e senza ma “voglio essere chiara: Cerveteri non è, e non sarà mai, una torta da spartire”. Per chi non è di Cerveteri, verrebbe da aggiungere.

E ammonisce: “Continueremo a difendere il nostro territorio, come abbiamo fatto in tutti questi anni, da chiunque — dentro o fuori dai confini comunali — provi ad avanzare pretese dettate esclusivamente da logiche speculative o di interesse personale. Non siamo la “colonia” di nessuno”. Zelensky in confronto è un dilettante.

Per fugare ogni dubbio circa il suo futuro afferma, facendo tirare un sospiro di sollievo ai cittadini di Ladispoli, “il mio impegno resta qui, dove ho piantato radici”, dimenticando che le avrà pure piantate ma – al contrario di Grando che a Cerveteri è legato da parte materna – non le ha.

Sicura del fatto suo, la sindaca conclude ​augurando ai ladispolani “di trovare sempre chi, nel cammino della vita pubblica, non vi consideri mai un mezzo per arrivare altrove, ma il fine unico e prezioso del proprio operare”, dimenticando di augurarlo anche ai cittadini di Cerveteri.

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