Mer. Set 2nd, 2026

Crisi politica a Cerveteri, da Città Futura – Anno Zero nessun cenno a garanzia dell’appoggio esterno

Nessuna reazione ieri in Aula, da maggioranza e opposizione, alla lettura dell’annuncio

Cerveteri – A pochi mesi dalla sofferta ricucitura tra le forze politiche che avevano dato vita ad un periodo di crisi lungo quasi un anno, la giunta Gubetti torna a traballare. Almeno così sembra. Il gruppo consiliare Città Futura – Anno Zero, con una mossa a sorpresa, ieri, ha annunciato l’uscita dalla maggioranza dei suoi consiglieri, unitamente all’assessora Battafarano e al capo di gabinetto.

In un articolato comunicato che potete leggere anche sulle pagine di questo giornale e letto poi in aula durante il Consiglio comunale di ieri pomeriggio, i quattro dissidenti hanno spiegato i motivi della mossa a sorpresa.

L’esperienza, però, ci spinge a pensare che per cercare di capire qualcosa in più cherchez la femme. Sia come sia, secondo i consiglieri la rottura è avvenuta perché sono “venute meno le condizioni di governo”, e che un principio fondamentale – unitamente a collegialità e partecipazione – come quello della trasparenza, è stato, purtroppo, “progressivamente abbandonato”. La sindaca poi, a loro dire, non avrebbe mantenuto la promessa di garantire equilibri e regole condivise “optando invece per scelte unilaterali e incomprensibili sia nel merito sia nel metodo”. In più, i consiglieri della ormai ex maggioranza, aggiungono che hanno “reagito con determinazione alle forzature emerse nelle ultime settimane, prendendone con chiarezza le distanze e sollecitando il sindaco a fare altrettanto”, in più, le garanzie che hanno offerte e le richieste avanzate “non hanno ricevuto alcun riscontro”.

Insomma, a leggere attentamente, non proprio robetta da fare spallucce. Se alle parole pronunciate seguissero i fatti, ovvio. Comunque, in tutto questo – ed altro – esposto con chiarezza, non si può fare a meno di notare una cosa niente affatto irrilevante: non c’è scritto in nessuna parte del comunicato, né è stato riferito in aula, che Città Futura – Anno Zero pur uscendo dalla maggioranza, garantirà l’appoggio esterno. I casi sono due: o si è trattato di una dimenticanza – e a questo non crede nessuno – oppure quell’appoggio non è affatto garantito. In tal caso, la crisi che si è aperta ieri sarebbe ben più grave della precedente: Gubetti non avrebbe più il sostegno sui provvedimenti fondamentali, cosa che l’appoggio esterno garantisce.

Però, ragionando sul Consiglio di ieri sera, riunito soprattutto per approvare variazioni di bilancio, qualche considerazione andrebbe fatta. Per esempio, alla lettura fatta da Laura Mundula che annunciava l’uscita del gruppo dalla maggioranza con le considerazioni di cui sopra, non c’è stata la minima reazione in aula a parte un rilievo logico ma trascurabile di Vecchiotti. L’Iron Lady sabauda, imperturbabile, non ha fatto un plissé. E già questo la dice lunga su come la navigata prima cittadina tenga in considerazione l’intemerata di Città Futura ecc. Dal canto suo, l’opposizione non ha speso una parola. Eppure, echeggiano ancora nelle volte del Granarone gli inviti ad “andare a casa” di qualche mese fa, l’esortazione a “ridare dignità a questa città”, e via elencando. Insomma, non se li è filati nessuno. Peccato, un’intemerata di Piergentili ci sarebbe stata bene, invece, portare i popcorn in aula emulando Renzi che però si limitò alla battuta (chi non ricorda “Ora tocca a loro, e adesso popcorn per tutti”?), è stato puerile, l’espulsione se l’è cercata. Travaglia non è il Lord Speaker, ma la decisione è stata ineccepibile.

Tornando ai fuoriusciti dalla maggioranza, quando fu formato il neo-gruppo salito oggi agli onori delle cronache, scrissi che – secondo me – si trattava di un piccolo capolavoro politico in quanto probabilmente avrebbero avuto una voce in capitolo più significativa negli affari di governo e soprattutto in chiave di prossime elezioni. Siccome alle volte sbaglio le previsioni (e me lo ricorda spesso, prendendomi in giro, l’amico Ferri in merito alla vittoria del M5s ad Anguillara di qualche anno fa: ma chi poteva prevedere che il Pd avrebbe votato i grillini al ballottaggio, pur di non far vincere il centrodestra uscito con il 49 e rotti per cento al primo turno? Ballottaggio al quale il Pd, tra l’altro, non era neanche arrivato), magari ho sbagliato anche stavolta ed è probabile che sbagli ancora.

Ad ogni modo, i fatti che hanno determinato il coup de théâtre di ieri, secondo la vulgata, sono ben diversi e più articolati di quelli raccontati dalla lettera-comunicato. Difficile non condividere.

Di certo, una seconda crisi i cittadini di Cerveteri non la sopporterebbero: alla pazienza c’è un limite. A meno che non si tratti di un gioco delle parti, commedia simile andata in scena mesi fa ma con attori ben diversi. Diciamolo: per recitare parti impegnative e difficili non basta il talento, occorre tanto altro ancora: buona tecnica, essere in grado di calarsi nel ruolo, trasmettere emozioni e, soprattutto, anni passati a consumare le tavole del palco adattandosi di volta in volta, con grande disinvoltura, alla nuova parte. Ecco, non mi sembra il ritratto dei quattro dissenzienti.

Se invece prendesse piede l’ipotesi di una futura caduta della giunta Gubetti (perdona Riccardo, non ci credo), le cose per la compagine che ha vinto le ultime elezioni cambierebbero radicalmente. A pensarci, torna in mente l’appello vergato a suo tempo dal comunista Iacopo Venier, nell’autunno del ’98, in occasione della caduta del Governo Prodi I intitolato: “Non c’è salvezza per il partito se rompe con il popolo, con i lavoratori, con il Paese”. Si parva licet…, è vero, ma dagli torto.

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