Mer. Set 2nd, 2026

Cerveteri, Ramazzotti lancia la candidatura a sindaco di Paolacci e accende la campagna elettorale

Il consigliere è apparso sicuro di sé e ha parlato dell’esistenza di “una grande unità nella coalizione di opposizione”, aggiungendo poi un secco “basta a ordini romani e precostituiti”

Cerveteri – “Veleno, pugnale o franchi tiratori. È così che si uccide un candidato sicuro”, ha scritto Concita De Gregorio nel suo libro Come si fa un Presidente. Chissà se l’affermazione potrà adattarsi alla candidatura del consigliere di opposizione Gianluca Paolacci a sindaco di Cerveteri, lanciata dal collega Lamberto Ramazzotti attraverso un’intervista rilasciata a L’Ortica Social.

“È una mia candidatura personale, in questi quattro anni in Gianluca ho visto impegno, passione, tanta voglia di fare e iniziative concrete, un uomo fuori dagli schemi partitici che suscita tanta voglia di fare, mi sono rivisto trent’anni indietro. Vedo tanto consenso intorno a Paolacci. Voglio lasciare questa città in mani buone”, ha scandito un Ramazzotti ditirambico rispondendo alle domande di Gianni Palmieri.

Di primo acchito, più che una proposta, quello di Ramazzotti è apparso un prendere o lasciare. Con il rischio, soprattutto con le elezioni se non proprio lontane neanche imminenti, di bruciare il candidato. Ma il consigliere è apparso sicuro di sé e ha parlato dell’esistenza di “una grande unità nella coalizione di opposizione”, aggiungendo poi un secco “basta a ordini romani e precostituiti. Se andiamo tutti insieme non c’è partita, vinciamo al primo turno, se non andiamo insieme vinciamo ugualmente, ci faranno fare uno sforzo in più di quindici giorni, ma dopo non faremo salire nessuno”.

Ramazzotti è uomo d’onore e sarà pur vero che c’è grande unità nelle file dell’attuale opposizione alla sindaca Gubetti, ma i concetti espressi qualche legittimo dubbio lo sollevano. E quel ‘se’ sta lì a testimoniarlo. Anche perché si è spinto oltre assegnando futuri ipotetici assessorati ai potenziali alleati Vecchiotti (“potrebbe esser un giovane assessore al bilancio”), Orsomando (“Con tutti i suoi difetti (sic!) è uno che si impegna, potrebbe essere un bravissimo assessore”) e altri. Più che un programma di assetti futuri appare un wishful thinking.

Rispondendo ancora alle domande, Ramazzotti ha elencato una serie di qualità di Paolacci a beneficio dei cittadini elettori: “Altruista, perbene, onesto, chiaro” e nessun dubbio sulla vittoria alle prossime elezioni, con un monito a chi non sosterrà Paolacci: “Il treno è partito, per chi vuol salire le carrozze sono ancora aperte, quando il treno parte davvero si chiudono gli sportelli; se non appoggiano Paolacci, domani non vengano a cercarci per i voti, non ce ne saranno per nessuno”. A parte la consecutio non impeccabile, il concetto appare chiaro.

In finale c’è stato spazio anche per un monito spavaldo rivolto agli attuali amministratori: “non partecipate, non ci fate perdere tempo, anche i ragazzini sanno che avete perso” e un’intimazione ai futuri alleati: “il treno è partito, per chi vuol salire le carrozze sono ancora aperte, quando il treno parte davvero si chiudono gli sportelli”, e un caveat che non lascia spazio a interpretazioni: “Se non appoggiano Paolacci, domani non vengano a cercarci per i voti, non ce ne saranno per nessuno”. Poi l’auspicio che anche Salamone e Parroncini possano far parte della sua squadra lasciando da parte definitivamente chi oggi amministra Cerveteri.

Una coalizione che, secondo Ramazzotti, altro non è se non “una squadretta che non può amministrare neanche un paesetto come Vejano (che oltretutto, a chi scrive, il piccolo centro nel viterbese sta simpatico, se non altro per l’irrinunciabile Sagra della Pizza a Fiamma), sono carini, sono amici e gli voglio bene, però non gli darei neanche un condominio da amministrare. Gubetti ha retto, ha sopportato ricattucci, cambi di squadra… con questa gente non voglio avere a che fare. Credo che tutti insieme si andrà alla vittoria”.

Ecco, è proprio questa aspettativa finale che lascia perplessi. Quel ‘tutti insieme’ fa a cazzotti con la decisione presa in solitaria. Ma Ramazzotti è politico di razza, sulla scena politica di Cerveteri da quasi mezzo secolo, è uno tosto, non risponde a partiti, ha le mani libere e non si fa condizionare, soprattutto da Roma. E siccome non è uno sprovveduto, l’ex sindaco che seppe conquistare il Comune una trentina di anni fa con una lista civica, dimostra sicurezza e consapevolezza di saper bene quello che fa.

Intanto, una campagna elettorale che fino a ieri appariva distante – salvo imprevisti si voterà nella prossima primavera – di colpo ha acceso i motori e destato Cerveteri da un certo torpore che la ammantava. La zampata del vecchio leone ha lasciato il segno, sicuramente ci saranno sviluppi a breve. Il regista di talento, Larry Charles, disse una volta: ““Mi assumo spesso dei grossi rischi, ma non sono spericolato”. Magari Ramazzotti ha voglia di dirigere le prossime elezioni. Se vincerà l’Oscar lo vedremo.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *