“Grazie alle forze dell’ordine per il costante controllo ma le responsabilità politiche vanno perseguite”

Anguillara – Incontro il consigliere comunale Sergio Manciuria nel suo studio ad Anguillara, città – per me ancora affettuosamente paese – dove ho vissuto per più di quarant’anni. L’occasione è ghiotta per affrontare i temi che attualmente interessano il Comune sabatino, ultimamente alla ribalta nelle cronache locali in merito ad alcune vicende che chiedo proprio a Manciuria di chiarire meglio. E poi, la politica, locale e regionale, argomento che non manchiamo mai di affrontare durante i nostri appassionati colloqui.
Consigliere Sergio Manciuria, aprirei la nostra chiacchierata con il tema del giorno ad Anguillara: il campo rom in località Pantane, il cui insediamento presenta molti lati ancora da chiarire. Secondo lei, come mai un’amministrazione di centrodestra, in genere attenta a queste cose, ha sottovalutato il primo stanziamento di un nucleo familiare del 2022 e ha permesso che si arrivasse alla situazione attuale?
Caro direttore, felice di incontrarla nella nuova veste redazionale per la quale auguro il successo di sempre. Per entrare nell’argomento della domanda, io introdurrei una prima risposta con due sostantivi: superficialità e incompetenza da parte dei politici delegati in termine di sicurezza e controllo del territorio, al contrario del comando della Polizia locale e dei Carabinieri che hanno da subito circoscritto il fenomeno e ottenuto un decreto di condanna per violazione delle norme di legge in una zona di alto pregio ambientale e fascia di inedificabilità assoluta.
Questi due anni di “indifferenza” della compagine di centrodestra fa riflettere e necessita di seri approfondimenti politici: chi ha sbagliato paghi, perché un’azione incisiva e coerente con la filosofia politica nazionale, se affrontata due anni fa, non avrebbe alimentato la preoccupazione di molti concittadini.
Alla fine dell’attuale stagione estiva sono giunte a me e ad altri esponenti della minoranza, un ampliamento dell’originario nucleo sia in termini di presenze, che al momento sembrerebbero sporadiche, sia in termini di moduli insediati.
All’apprensione generale per un’occupazione stanziale e non legata esclusivamente a quella della famiglia che tutt’ora vive lì, si è aggiunta inizialmente la linea sindacale che piuttosto di fornire rassicurazioni alla comunità sabatina ha riferito di attenersi al riserbo per motivi di privacy.
Nel dibattito recente televisivo e grazie alle insistenze personali e del consigliere Falconi, finalmente, dopo i solleciti sulla chat istituzionale, siamo stati informati che sono in corso le procedure di sgombero dell’area. Ovviamente, il nostro compito di consiglieri comunali è quello di monitorare costantemente tale situazione affinché si arrivi in tempi ridottissimi al ripristino della legalità come si richiederebbe ad ogni famiglia di Anguillara Sabazia.
In particolare, ci tengo a ringraziare il lavoro costante e professionale delle forze dell’ordine che ad ogni minimo accenno intervengono e controllano che il fenomeno non degeneri in qualcosa di irreversibile.
Tra un anno, verosimilmente ci saranno le elezioni, nonostante si parli – qualcuno ci spera – di un possibile rinvio al 2026. All’indomani delle regionali, per Anguillara lei propose di riunire il centrodestra ma non fu ascoltato. Cosa prevede per la prossima tornata elettorale?
La democrazia si attua attraverso elezioni regolari che si tengono ogni cinque anni secondo l’art. 60 della Costituzione Italiana e possono essere prorogate per legge solo in caso di guerra. Ebbene, secondo un parere del Ministero dell’interno, per salvaguardare il mandato quinquennale ispirato dalla legge 182 del 1991 che prevede esclusivamente la finestra elettorale tra aprile e giugno di ogni anno, in automatico si prorogherebbero di sei mesi le funzioni amministrative di ogni singola assemblea consiliare. Un concetto aberrante e contrastante con lo stesso articolo costituzionale. Detto questo, votare in autunno 2025, oppure ad aprile 2026, da un punto di vista squisitamente pratico non modifica il concetto che ci avviamo velocemente alla conclusione del mandato di questa consiliatura e che necessariamente vada fatta una ricognizione delle cose fatte e da fare.
Ritengo superfluo parlare delle condizioni maturate nel febbraio 2023, dopotutto sono decorsi quasi due anni e nel frattempo il mondo e la politica regionale stanno vivendo una condizione completamente diversa rispetto al successo elettorale del Governatore Rocca.
Al momento opportuno daremo il nostro contributo per il bene della città escludendo sin da subito di rappresentare la ruota di scorta di qualcuno e la corsa in solitario. Il tutto a meno di veti o divergenze nella stesura del programma elettorale della nuova coalizione che aspira a governare la città.
Nell’ambito della sua categoria professionale, oltre al successo alle elezioni del 2023, ha conseguito prima la presidenza della Commissione Urbanistica Georoma, quindi l’elezione al Coordinamento regionale. È di queste ore la nomina a livello nazionale nella Commissione Agricoltura. Se parlassimo di borsa sembrerebbe un rastrellamento di azioni: dove vuole arrivare?
La sfida raccolta alle elezioni del consiglio dell’Ordine/Collegio Professionale di Roma (il più numeroso d’Italia), è stata sicuramente proficua sotto il punto di vista della soddisfazione personale e dei risultati e rapporti conseguiti sia a livello regionale sia nazionale.
La mia indole caratteriale è quella di essere incisivo nella semplificazione delle norme spesso farraginose e incomprensibili laddove mi ritengo professionalmente competente. Non mi sono mai posto dei limiti, ma alcuni valori come l’umiltà, lealtà e la coerenza sono sempre anteposte all’ambizione.
Sono orgoglioso di questa crescita e per questo voglio ringraziare la fiducia riposta nella mia persona dal Presidente Georoma Antonio Scaglione e l’intero Consiglio direttivo del quale faccio parte.
Alla Regione Lazio, il centrodestra guidato dal presidente Francesco Rocca è impantanato da mesi nella ridistribuzione di posti da assegnare in Giunta richiesta da Forza Italia a seguito dei numeri cambiati in Consiglio regionale, dove oggi FI conta sette consiglieri rispetto ai tre riportati dall’esito delle elezioni, mentre la Lega è scesa ad uno dai tre iniziali. Richiesta legittima, o bisogna tener conto unicamente del risultato del voto che ha visto FI e Lega appaiati?
Dopo dieci anni di Amministrazione Zingaretti, questo teatrino si poteva risparmiare agli elettori di centrodestra anche alla luce di importanti proposte di legge che sono bloccate e possono incidere e migliorare la vita dei cittadini della nostra Regione.
La politica è fatta sicuramente di compromessi e poltrone, pertanto non voglio attribuire una responsabilità alle pretese di Forza Italia legittimate dalla nuova composizione numerica del gruppo consiliare, ma ritengo vada mitigata anche con l’espressione delle urne dove anche in base ai voti delle recenti Europee nel Lazio, Lega e Forza Italia sono risultate appaiate.
Probabilmente, il problema a tutti i livelli potrebbe essere risolto a monte: introdurre il vincolo di mandato nella misura che se uno vuole cambiare idea sul partito che ha contribuito ad eleggerlo può serenamente farlo con le dimissioni e alla successiva tornata elettorale presentarsi con la compagine prescelta.
In un’intervista rilasciata proprio a me qualche tempo fa, disse che era disponibile a rivestire ruoli apicali in ambito regionale. Alla luce della situazione attuale e di quanto è stato fatto finora, c’è ancora questa sua disponibilità?
La mia disponibilità è sempre la medesima per due motivi fondamentali: ho inoltrato la domanda laddove presumo di avere le giuste e doverose competenze e perché credo nel concetto di meritocrazia e conoscenza del territorio. Chi fa politica e non rispetta questi valori, lo ritengo distante dalla mia fiducia.
6) Una domanda personale. La recente e prematura scomparsa di suo fratello Paolo la priva di uno dei suoi sostenitori più convinti e appassionati. Oltre a creare un grande vuoto a livello familiare, le mancherà un consigliere fidato, un supporter infaticabile. Come vede la prossima campagna elettorale senza Paolo?
Perdoni le lacrime ma non posso farne a meno: la tragedia di mio fratello Paolo è stato un fulmine a ciel sereno che ha devastato di dolore tutta la nostra famiglia. Non amo parlare delle questioni personali e tanto meno usarle, ma trattandosi anche del mio fidato consigliere politico e supporter sfegatato – pensi anteponeva me alla sua Roma Calcio – rispondo. La partecipazione con affetto e commozione dell’intera comunità sabatina mi riporta all’impegno assunto durante l’ultimo e triste saluto tributato a mio fratello nella Chiesa di San Francesco. Oggi la città di Anguillara ha voluto condividere con noi una sofferenza indescrivibile, e noi, come abbiamo sempre dimostrato, continueremo ad essere presenti per il bene della città. La prossima campagna elettorale sarà ancora una volta con a fianco Paolo nel cuore e nell’anima, lo devo a lui, a mia madre e ai miei nipoti.