Dom. Ott 25th, 2026

 Dissesto finanziario 2017 a Santa Marinella, Pietro Tidei ad Alina Baciu: “Ben venga la commissione d’inchiesta”

Riceviano e pubblichiamo


Santa Marinella – “La richiesta di una commissione d’inchiesta sul dissesto finanziario del 2017, avanzata dalla consigliera Alina Baciu, non è soltanto un esercizio di tautologia burocratica; è il tentativo, quasi orwelliano, di riscrivere la storia recente di questo Comune. Un tentativo che mi trova non solo favorevole, ma impaziente. Perché i fatti, a differenza delle narrazioni politiche, possiedono la precisione inflessibile della matematica”.

Lo ha detto l’ex sindaco di Santa Marinella, Pietro Tidei.

“Il dissesto di Santa Marinella non è una categoria dello spirito o un’opinione emessa in un dibattito: è un dato certificato dal Ministero dell’Interno e sigillato dal decreto della commissaria prefettizia, che dovette cancellare con un tratto di penna 17 milioni di euro di residui attivi prodotti dalle precedenti amministrazioni di destra – ha aggiunto Tidei – diciassette milioni di euro di pura inesistenza contabile. La consigliera Baciu, la cui parabola politica e personale si è consumata all’ombra della giunta dell’ex sindaco Roberto Bacheca – l’architetto del declino finanziario della città –, sembra non aver compreso che l’elettorato ha già emesso la sua sentenza definitiva, mossa proprio dal ricordo di quegli anni bui di austerità indotta”.

“I flussi elettorali dell’ultima tornata amministrativa offrono una radiografia cristallina di questa consapevolezza – ha spiegato l’ex sindaco – al primo turno, il candidato del centrosinistra, il giovane medico Alessio Manuelli, si era attestato su un pur solido 27,77%. Nel momento in cui i cittadini hanno rimosso la facciata moderata della destra, scorgendo dietro lo spettro del vecchio mostro Frankenstein  incarnato dalla coalizione di Damiano Gasparri, l’elettorato ha reagito. Al ballottaggio, i voti di Gasparri sono rimasti letteralmente congelati, passando da una inerziale base di 3.009 preferenze a un asfittico 3.077: appena 68 voti di incremento. Di contro, Manuelli è decollato oltre il 61%, incassando 2.400 voti aggiuntivi, i voti della legittima paura di un nuovo dissesto”.

“Purtroppo – ha sottolineato Tidei – l’ostruzionismo intellettuale non alberga solo nell’opposizione. È singolare – e per certi versi inquietante – rilevare come forme di “terrapiattismo contabile” lambiscono  persino i confini della nuova giunta. Fino a ieri, l’attuale vice sindaco e assessore al Bilancio, Sergio Bucciarelli, condivideva posizioni non dissimili da quelle di Alina Baciu sull’inesistenza del dissesto. Uno  scetticismo  che l’amministrazione ha opportunamente silenziato durante la campagna per ragioni elettorali, ma che oggi emerge davanti all’evidenza dei fatti. Al dottor Bucciarelli consiglio sommessamente qualche lezione di contabilità armonizzata e, data l’evidente difficoltà operativa emersa nei primi giorni di mandato, un corso accelerato di alfabetizzazione informatica”.

“Negare il dissesto nel 2026 equivale a sostenere che la terra sia piatta – rimarca Pietro Tidei – oggi persino altri settori della destra  dimostrano maggiore lucidità. Figure come Mariarosaria Rossi  hanno preso le distanze e l’ex consigliere Massimiliano Calvo ha recentemente auspicato l’apertura di una fase autenticamente revisionista all’interno della Centrodestra, partendo proprio dal riconoscimento delle responsabilità storiche sul crac finanziario. Alina Baciu si ritrova così isolata, priva persino del sostegno ufficiale di partiti come Forza Italia e Noi Moderati. Ben venga, dunque, la commissione d’inchiesta”, ha concluso Tidei.

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