Dom. Ott 25th, 2026

Cerveteri, Vecchiotti (FI): Il curioso caso del Pd che smentisce sé stesso

“Siamo al teatro dell’assurdo, la stessa compagnia che recita due copioni opposti”

Cerveteri – Che un assessore rivendichi l’operato suo e della giunta di cui fa parte, foss’anche minimo, è parte della prassi propagandistica di cui il potere si serve dall’inizio dei tempi. Che un capogruppo del primo partito di maggioranza (PD), insieme al suo segretario, denunci a viso aperto la trasformazione della sua coalizione (o quel che ne resta) in un miscuglio indistricabile di veti e ricatti, interessi particolari e giochi di potere, è quantomeno anomalo.

Curioso invece è il caso di Cerveteri, dove in scena troviamo il teatro dell’assurdo: la stessa compagnia che recita due copioni opposti. Da una parte, l’assessore Gnazi che in una intervista di qualche giorno fa dai toni surreali rassicura: nessuna paralisi, nessuna maggioranza sotto scacco, solo “lavoro quotidiano”, sensibilità diverse e qualche fatica. Se il palazzo scricchiola, tranquilli: è pluralismo che fa ginnastica.

Dall’altra, Zito, capogruppo del medesimo Partito Democratico che racconta in Aula e sulla stampa tutt’altra versione: “l’amministrazione è sotto scacco di un manipolo di consiglieri che confondono il mandato elettorale, con il diritto di veto personale. Ogni delibera è diventata un calvario, ogni progetto una trattativa da sottoscala”.

Partiamo, ad esempio, dal Bilancio, la cui approvazione è rivendicata da Gnazi come elemento di stabilità. Arrivato in deroga ai normali termini, con un Piano Triennale delle Opere – cuore del documento di programmazione – sbagliato; l’emendamento plurimilionario voluto dalla sindaca per raddrizzare la rotta sulle opere pubbliche, ritirato! Motivazione? Parti della sua maggioranza non lo avrebbero votato. Proseguiamo con il Consorzio sui Servizi Sociali: ritirato! Approvato a Ladispoli e poi sparito nei cassetti polverosi di Cerveteri. Elezione del Vicepresidente del Consiglio comunale, altra umiliazione. Piegati dai numeri dell’opposizione nell’elezione del Vicepresidente, i poveri consiglieri di maggioranza sono stati esposti come vittime sacrificali ad una conta impietosa. Infine, la denuncia netta e inequivocabile dei vertici del Partito Democratico: Gubetti scelga se intende “continuare a essere il ‘traghettatore’ di una maggioranza fantasma, rischiando di trascinare la città nell’immobilismo”.


Ciò che lascia sgomenti è la presunzione con cui Gnazi continui a difendere il fortino mentre è una parte della stessa maggioranza ad aver avuto finalmente il coraggio di dire che il re è nudo. Il problema è che Cerveteri non può essere governata a colpi di comunicati rassicuranti. Non basta trasformare l’ordinario in impresa faraonica, la manutenzione in sviluppo, la sopravvivenza numerica in stabilità politica. Una città non si guida millantando normalità mentre per mesi si resta senza una giunta pienamente operativa, mentre il bilancio passa tra strappi e umiliazioni, mentre scelte importanti finiscono nei cassetti polverosi del Granarone.

La disaffezione verso la politica nasce proprio da qui: dall’ipocrisia degli amministratori che descrivono la favola di un’amministrazione operosa mentre la città, ormai stanca, aspetta impaziente un cambio di passo. L’immagine che il centrosinistra ci offre è quella di una coalizione chiusa nel palazzo, impegnata nella difesa strenua di potentati ormai logori, dove troppo spesso il potere sembra esistere solo per conservare sé stesso. Rimanere ad ogni costo attaccati alla poltrona sopportando umiliazioni, rimpasti e ogni genere di imposizione, perfino ricatti, come è stato avanzato in Consiglio comunale, non consentirà alla sindaca di essere ricandidata. E questo non è certo un segreto svelato, a microfoni spenti, alcuni esponenti della maggioranza lo confermano. Del resto, essere pronti a governare accettando qualsiasi vessazione non ha mai salvato nessuno dal giudizio dei cittadini, e i più navigati tra loro lo sanno benissimo. Quando si annaspa tentando ogni compromesso – in alcuni casi inaccettabili – significa che si è perso il senso di sereno giudizio e si cade nel peggior modo di intendere la politica. I penosi comunicati stampa che millantano imprese faraoniche inesistenti o gonfiate ad arte, fondi milionari che non riescono ad essere tradotti in opere, seppelliranno nel ridicolo chi ritiene i cittadini creduloni o peggio.

Cerveteri, invece, chiede di più. Lo chiedono i tanti cittadini che vogliono tornare a riconoscersi nel proprio territorio, stufi di assistere a litigate sterili per accaparrarsi una poltrona o uno strapuntino di potere mentre la città è paralizzata. È da qui che muove il nostro progetto di centrodestra spronato a costruire non solo un’alternativa, ma un gruppo. Perché il sindaco da solo non basta a un buon governo, e questa amministrazione ne è la prova: senza squadra, senza amalgama, senza progetto condiviso, si finisce prigionieri dei veti.

La presenza, la voglia di vivere tra le persone, l’entusiasmo di apportare un contributo tangibile per i nostri concittadini ci spingono a lavorare con determinazione alla costruzione di un gruppo credibile, serio, capace di assumersi la responsabilità di governo. Non sono cose facili ma quello che proporremo agli elettori non sarà una somma frettolosa di sigle o un cartello elettorale dell’ultima ora, ma un progetto che sappia parlare alla città, valorizzare le sue energie migliori e restituire a Cerveteri l’ambizione che merita. Il percorso è ancora in divenire e sarebbe ipocrita raccontare il contrario. Per questo stiamo lavorando e lo faremo fino a quando non presenteremo la più solida delle candidature, che dovrà scaturire dall’unità di vedute e programmi politici. La direzione è chiara: superare l’immobilismo, liberare la nostra città da una gestione stanca e aprire una stagione nuova, seria, concreta, all’altezza di un territorio che non può più permettersi di vivacchiare tra crisi interne, comunicati autocelebrativi e occasioni perdute.

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