Mer. Set 2nd, 2026

Cerveteri, Mundula: “Richiesta di verifica di maggioranza? La sindaca non faccia finta di nulla”

La consigliera: “non siamo usciti perché gettiamo la spugna, ma perché non ci piaceva il modo di fare politica che si era instaurato dopo la ripartenza a seguito della crisi durata circa un anno”

Cerveteri – Consigliera Laura Mundula esponente di Città Futura-Anno Zero, la seduta del Consiglio comunale della settimana scorsa dedicata alla mozione di sfiducia presentata dalle e opposizioni verso la sindaca Gubetti si è conclusa secondo pronostici: nulla di fatto. Dal dibattito, al di là di reciproche accuse tra maggioranza e opposizione, non mi sembra che si siano raggiunti risultati importanti per i proponenti. È d’accordo?

“Risultati, in termini di sfiduciare la sindaca non sono stati raggiunti. Per quanto ci riguarda, il risultato che noi volevamo raggiungere era quello di arrivare a un punto finale di un percorso di coerenza, cioè, spiegare ai cittadini le motivazioni per le quali siamo usciti dalla maggioranza. Secondo me, questo è stato fondamentale, perché è ciò che esattamente non hanno fatto i dissidenti un anno fa, ovvero, tenerci bloccati per quasi un anno senza mai spiegare le motivazioni della loro uscita. Secondo noi, questo era stato un atto gravissimo, perciò non volevamo commettere lo stesso errore, volevamo invece arrivare fino in fondo e far capire ai cittadini le motivazioni del nostro gesto”.

Durante il dibattito, la capogruppo del Partito Democratico ha annunciato che chiederà un tavolo per una verifica di maggioranza, dichiarazione importante che però non ha sollevato alcuna reazione. Se lo spiega perché?

“È stata una dichiarazione che avrebbe dovuto gelare tutti quanti, a partire dalla sindaca, o quantomeno aprire a una riflessione. Ma questo è il modus operandi di questa amministrazione, cioè chi non vuol sentire non sente, si fa finta di nulla, si fa passare quasi per idioti le persone che pongono certe questioni. Questo è quello che è successo anche a noi quando portavamo in maggioranza alcune tematiche. Secondo me, la richiesta avanzata dalla capogruppo dem è un passaggio che dovremo sicuramente affrontare, perché se un partito come il Pd chiede una verifica di maggioranza, è ovvio che c’è qualcosa che non va all’interno della stessa maggioranza. Spero che la sindaca non continui a far finta di nulla, perché sarebbe innanzitutto un gesto a dir poco irrispettoso nei confronti delle persone che ancora gli stanno accanto”.

Come ha fatto notare il suo collega Federico Salamone, il Pd vi ha invitato a rientrare in maggioranza mentre Governo Civico vi ha esortato a dimettervi. Due posizioni a dir poco contrastanti che palesano la mancanza di dialogo tra loro. Così non si va lontano. Condivide?

“Condivido assolutamente, questa è la dimostrazione di quello che noi abbiamo sempre sostenuto con la sindaca, cioè che la squadra non è coesa, all’interno di essa c’è qualcuno che con noi ha tenuto un approccio più collaborativo mentre altri ci hanno sempre additato come persone polemiche e pretestuose. Ovvio, come ho anche detto in Aula, che questo clima non è stato gestito dalla sindaca, non è stata capace di tenere salda la squadra. È chiaro che non c’è coesione, né quei rapporti umani che, secondo me, devono comunque esserci in una politica sana”.

A chi osserva dall’esterno sembra che tra voi di Città Futura-Anno Zero e la maggioranza, si siano guastati non solo i rapporti politici ma anche quelli personali. Fermo restando che la politica ci ha abituati a riconciliazioni date per perse, al momento appare difficile la possibilità che possiate far parte di una coalizione con l’attuale maggioranza alle prossime elezioni.

“Visto come stanno le cose direi di no, noi siamo andati via perché mancavano i presupposti umani – che sono fondamentali – politici e metodologici per lavorare insieme. Ci sono stati tanti episodi di mancanza di rispetto, non ultimo la nostra estromissione da tutte le commissioni comunali, cosa di cui investiremo il Prefetto. Tutto questo non ha fatto altro che peggiorare i rapporti anche in vista di un eventuale riavvicinamento, così come la bocciatura di iniziative da noi portate avanti come, per esempio, i marciapiedi di Valcanneto. La nostra è vissuta come una presenza fastidiosa, quindi laddove non c’è rapporto umano positivo, che non vuol dire essere sempre d’accordo su tutto ma quanto meno condividere le decisioni, viene a mancare l’elemento la cui assenza nell’ultimo periodo ha impedito di andare avanti insieme”.

Alla seduta dedicata alla sfiducia era presente tra il pubblico Anna Lisa Belardinelli, un segnale di vicinanza e condivisione con l’azione dell’opposizione, mentre dell’ex vicesindaca e assessora Federica Battafarano, vostra figura di riferimento, si sono perse le tracce. Le malelingue dicono che si stia guardando intorno in cerca di nuovi approdi. È così?

“Mi sento di dire assolutamente no. Federica fa parte del nostro gruppo, si è messa in gioco in un modo di fare politica diverso da quello a cui era abituata in Governo Civico, ovvero, un nuovo percorso dove non contano i personalismi e dove si discute sulle tematiche politiche. Federica ci sta dando un grande appoggio per costruire un percorso dove si deciderà insieme cosa fare, come andare avanti e quali saranno i prossimi obiettivi. Capisco che per tanti politici abituati per anni a decidere in piccole stanze di controllo e tutti gli altri relegati ad alzare la mano, questo è un modo di fare politica nuovo. Anno Zero ha sempre lavorato così e Federica si sta inserendo nel nostro gruppo portando sicuramente la sua grande esperienza e capacità di lavoro”.

Cerveteri sembra ancora ferma ad un certo modo fare politica legato più a un paese di provincia che a una cittadina di quarantamila abitanti alle porte di Roma. Colpa dei cittadini o dei politici che li rappresentano?

“I politici sono espressione dei cittadini, è ovvio che, se questi ultimi non vengono messi nelle condizioni di partecipare, si ritrovano questa classe politica. Secondo me, il problema grosso del nostro Comune è che non ha mai capito che è un Comune policentrico. Il nostro è un territorio complesso, non si può pensare che si governi solo su Cerveteri paese, bisogna cominciare a pensare parallelamente a più centri di azione, abbiamo le Frazioni, un lungomare importante come Cerenova-Campo di Mare, quindi, bisogna iniziare ad operare con la visione policentrica di cui ho detto, e portare avanti le azioni su tutti questi poli evitando di farlo a sprazzi, un po’ qui e un po’ lì. Per esempio, chi abita a Valcanneto non si sente aggregato a Campo di Mare, quindi è proprio su questa disaggregazione che bisogna lavorare. Occorre evitare che tanti finanziamenti vadano a favore di alcuni poli in luogo di altri, perché questo scoraggia i cittadini che non si sentono parte di uno stesso Comune”.

Durante il dibattito in Aula alcuni consiglieri di maggioranza hanno definito la vostra azione frutto di persone “insoddisfatte”. Cosa sente di rispondere?

“Mi sento di rispondere che le insoddisfazioni personali, contrariamente a quello che succede ad alcuni personaggi del gruppo di maggioranza, non hanno mai inciso sulle scelte, se uno ha dei problemi personali va dallo psicologo. Qui si sta cercando di fare politica, se siamo usciti dalla maggioranza è per coerenza, soprattutto per quello che ci hanno chiesto i cittadini, per molti di loro saremmo dovuto uscire prima. Piuttosto, e con questo chiudo la polemica, a queste persone rivolgo il discorso al contrario: non siamo usciti perché gettiamo la spugna, ma perché non ci piaceva il modo di fare politica che si era instaurato dopo la ripartenza a seguito della crisi durata circa un anno”.

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