Mer. Set 2nd, 2026

Cerveteri, D’Annunzio(Pd): “Nostro impegno non si misura con le deleghe. Anno Zero? Sarà nostro interlocutore. Pd perno del centrosinistra”

Intervista al segretario del Pd di Cerveteri Fabio D’Annunzio sui temi in primo piano della politica cerveterana

Segretario Fabio D’Annunzio, da pochi mesi lei ha assunto la guida del Pd di Cerveteri, un partito attraversato spesso da conflitti e divisioni e da correnti interne difficili da contrastare e che rendono arduo il compito di aprire una stagione di rinnovamento e unità. Persino il suo predecessore Zito – il più democristiano tra i dem cerveterani – non è riuscito nell’impresa. La sua è stata più audacia o incoscienza?

“Non so se sono audace, sicuramente, accettare la guida della segreteria del Pd è stata una scelta che ha richiesto determinazione. Se vuole, la chiami coraggio. Detto questo, può sembrare un’utopia, ma io continuo a credere profondamente nel valore del progetto collettivo che il Partito Democratico rappresenta, anche nei momenti in cui non è stato facile farlo. Al mio predecessore Giuseppe Zito va riconosciuto un merito importante: nelle elezioni del 2022 ha guidato il PD a un risultato significativo, portandoci al governo della città. È vero, nel nostro Circolo non sono mai mancate posizioni diverse e momenti di confronto acceso. Io però penso che questa dialettica, se vissuta nel modo giusto, possa diventare una risorsa preziosa: solo attraverso un confronto aperto e sano possiamo crescere e trovare unità di intenti. Il mio obiettivo, insieme a tutto il gruppo dirigente, è costruire una proposta politica capace di parlare ai cittadini, di attrarre nuove energie e di guardare con coraggio non solo ai bisogni di Cerveteri, ma anche alle sfide più ampie che il mondo ci pone davanti. In questo percorso, ogni iscritto sta portando il proprio contributo, e questa è la nostra vera forza”.

L’argomento delle due crisi politiche che hanno scosso la giunta Gubetti – di cui una recente – è stato ampiamente affrontato e spiegato più volte. Una cosa però gliela domando lo stesso: perdere il Bilancio in cambio dell’Ambiente e l’Urbanistica per la fascia da vicesindaco più che altro simbolica visto che la sindaca si assenta dal suo ufficio una settimana l’anno, è difficile da far passare come una vittoria. È d’accordo?

“Se guardiamo al mero peso politico può darsi, ma sinceramente la logica delle poltrone non mi appassiona. Siamo stati l’unica forza politica che dall’inizio – e lo sarà fino alla fine del mandato – è rimasta convintamente dentro l’amministrazione comunale avendo come unico faro il programma elettorale con il quale abbiamo vinto le elezioni tre anni fa. È vero, abbiamo attraversato un periodo complesso, ma il nostro impegno non si misura con le deleghe: la vera vittoria è riuscire a dare risposte concrete ai cittadini di Cerveteri. Riuscire ad essere critici verso alcune scelte ma senza mai proclami, rimanere seri e responsabili verso chi ci ha votato e ci sostiene. Sappiamo bene che non tutti i problemi – alcuni radicati da decenni – possono essere risolti in poco tempo. Ma una cosa è certa: nessuno può dire che manchi l’impegno. E oggi iniziamo a vedere i frutti di questo lavoro. Progetti importanti stanno arrivando a compimento e altri sono già in cantiere. Penso, ad esempio, alla riqualificazione di Piazza Aldo Moro, che per noi rappresenta un impegno simbolico e concreto allo stesso tempo: restituire spazi migliori alla comunità. È solo uno dei segnali che dimostrano come il nostro obiettivo non sia occupare posizioni, ma migliorare davvero la vita nella nostra città”.

 In occasione dell’uscita dalla maggioranza di Città Futura-Anno Zero, lei si rivolse ai consiglieri dissidenti lanciando un appello all’unità sulla base delle cose fatte e sulla possibilità di convergere su altre ancora da realizzare. Vista la reazione, a dir poco gelida, alle sue parole, si è pentito di averlo fatto?

“Assolutamente no, non mi sono pentito di quell’appello. Mi dispiace, certo, che non sia stato accolto e che si sia interrotto così bruscamente un percorso che ci aveva visti lavorare insieme fin dall’inizio di questa consiliatura. È senza ombra di dubbio un gruppo che si riconosce nei valori del centro sinistra e resta l’amaro in bocca che oggi non si sentano più parte di questa amministrazione. Ritengo però che la politica debba sempre cercare il dialogo e l’unità su obiettivi concreti: non per convenienza, ma per rispondere meglio ai bisogni della città. Quell’invito non era un gesto formale, ma la convinzione che solo con la collaborazione e condivisione si possano portare avanti i progetti che servono davvero a Cerveteri. Il mio sguardo resta rivolto al futuro: le sfide che ci attendono richiedono responsabilità e visione, e il Partito Democratico continuerà a lavorare con coerenza e apertura per costruire soluzioni durature, nell’interesse della nostra comunità”.

Tenuto conto della situazione attuale, ritiene ancora possibile una futura coalizione con Città Futura-Anno Zero all’interno quale schieramento da presentare alle prossime elezioni amministrative contro il centrodestra che, a meno di manie suicide, si presenterà unito?

“La politica, per sua natura, è l’arte del dialogo. Con Città Futura-Anno Zero abbiamo condiviso molte battaglie e, nonostante le differenze, restano temi e valori che continuano a unirci. Nonostante a volte il confronto politico salga un po’ di tono, ritengo equilibrati i consiglieri che lo compongono che, pur rimanendo fermi nelle loro convinzioni, non si sottraggono al dialogo. Quindi, per quanto mi riguarda, una sorta di “campo largo” a Cerveteri la valuterei positivamente. Ad ogni modo, il Partito Democratico è e rimane il perno del centrosinistra a Cerveteri. Questo ruolo non può essere delegato ad altri. Qualsiasi scenario che non preveda il PD di fatto perde la connotazione del centro sinistra. Inizieremo presto il percorso per le prossime elezioni e un interlocutore sarà proprio la lista Anno Zero-Città Futura. Come ho detto, il nostro compito è lavorare per costruire una coalizione larga e inclusiva, capace di mettere insieme tutte le forze che si riconoscono in quest’area. Non sarà una sfida semplice, ma è indispensabile affrontarla con coraggio e senso di responsabilità. Rinunciare a questo confronto significherebbe tradire lo spirito stesso con cui il PD è nato: unire energie diverse per offrire alla città un progetto di governo credibile e alternativo alla destra. E questa è la direzione verso cui continueremo a muoverci”.

Secondo voci di piazza, la ricandidatura della sindaca Gubetti non è affatto scontata nonostante sia prassi consolidata che il sindaco uscente si ripresenti. Lei appoggerebbe una sua ricandidatura o proporrebbe altre soluzioni quali primarie o altro?

“Elena Gubetti, qualora lo volesse, avrebbe tutto il diritto a ripresentarsi e non solo perché è la sindaca uscente. Sono fermamente convinto che possiamo contare sul suo impegno e sulla sua passione per la città, si figuri se non appoggerei la sindaca che abbiamo fatto eleggere anche grazie ai voti del partito democratico. Le primarie sono una bandiera del Pd, unico partito che ha avuto sempre il coraggio di celebrarle quando si è trattato di preservare l’unità del partito e arrivare ad una scelta che scaturisse dalla base. Le considero senza alcun dubbio uno strumento democratico, ma il nostro obiettivo oggi è concentrarci sul lavoro da portare avanti, con serietà e concretezza, per dare risposte ai cittadini di Cerveteri. Tra due anni, con calma e responsabilità, faremo il punto tutti insieme e decideremo il percorso migliore per il futuro. Per quanto riguarda il Pd, la sindaca ha dimostrato grande dedizione e abnegazione: qualità rare e preziose, che rendono più solido il governo della città. Il Partito Democratico continuerà a sostenere con convinzione chi lavora davvero per il bene di Cerveteri, perché per noi ciò che conta è un futuro migliore per i cittadini, non come attuarlo”.

La vulgata vi dà sfavoriti alle prossime elezioni a causa di una amministrazione ritenuta deludente – specialmente nelle frazioni, tranne un paio di eccezioni, il consenso risulta essere basso – e dall’immagine negativa derivata dalla prima crisi politica durata q8uasi un anno, e dalla seconda che ha fortemente minato la maggioranza. Dia ai cittadini una buona ragione per rivotarvi.

“È vero, la prima crisi politica è stata lunga e logorante. Non possiamo nasconderlo, abbiamo perso tempo prezioso in discussioni interne che avremmo potuto dedicare a rispondere meglio ai cittadini. Ma guardando ai fatti concreti, ci sono risultati importanti di cui essere orgogliosi: il finanziamento per la realizzazione di un palazzetto dello sport, il secondo asilo nido comunale ormai completato a Marina di Cerveteri e un finanziamento significativo per una struttura pubblica a Campo di Mare, per esempio, sono opere che poche amministrazioni possono vantare. Siamo consapevoli che restano molte sfide da affrontare e che dobbiamo migliorare in diversi settori, ma lavoriamo con serietà e determinazione per lasciare, al termine di questo mandato, una città migliore. Ecco, tutto questo mi sembra una buona ragione”.

Lo scrittore Charles Régismanset disse che “In politica, gli amici sono spesso più ingombranti degli avversari”. Un eventuale ritorno nella politica cerveterana da parte di Alessio Pascucci sarebbe più un ingombro o una risorsa?

“Non credo che Alessio Pascucci abbia mai veramente abbandonato la politica cerveterana, il suo impegno nel bene e nel male c’è sempre stato. Riguardo al suo ruolo futuro, non saprei risponderle; certo che sarà difficile non vederlo protagonista sulla scena politica. Quello a cui siamo interessati, però, è un progetto collettivo, partecipato, in cui ci sia poco spazio per i personalismi. Almeno vogliamo provarci. Personalmente, il mio focus resta sulle sfide e le responsabilità che abbiamo all’interno del nostro partito e della nostra città: il nostro obiettivo primario è lavorare per i cittadini di Cerveteri e per i progetti concreti che migliorano la loro vita”.

Con l’opposizione prima o poi bisogna confrontarsi. Gioco della torre: chi butta giù tra Orsomando e Piergentili?

“Piergentili fa dei dolci buonissimi. Butto giù Orsomando”.

Paolacci o Ramazzotti?

“Lamberto ha il pregio di argomentare senza alzare la voce e parla a fronte di una lunghissima esperienza politica. Paolacci è più giovane e irruente, essendo tifoso della pacatezza butto giù Paolacci”.

Salamone o Vecchiotti?

“Non riesco a vedere Salamone come un membro dell’opposizione, preferisco considerare la sua posizione quale una pausa di riflessione: giù Vecchiotti”.

George Bernard Shaw diceva: “Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica, e il comunicato ufficiale”. Vediamo come se la cava: prossime elezioni comunali, difficile che il segretario del partito non si presenti in lista. La vedremo candidato?

“Al momento non ho ancora deciso. Il ruolo di segretario del partito e quello di consigliere comunale richiedono impegni diversi e non sempre compatibili, quindi valuteremo con attenzione. Ciò che conta davvero è arrivare alle elezioni preparati, con idee chiare e con persone pronte a rappresentare al meglio i valori e le proposte del Partito Democratico in consiglio comunale. Chiunque sarà candidato nella nostra lista dovrà portare avanti questi principi, perché è questo ciò che interessa ai cittadini di Cerveteri”.

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