Dom. Ott 25th, 2026

Zona Quartaccia a Santa Marinella, Tidei risponde a Rifondazione Comunista

Il sindaco: “I proprietari pagano l’IMU in base a questa classificazione da sempre: se i terreni non fossero edificabili, pagherebbero un’imposta agricola, non quella di area edificabile»

Santa Marinella – L’attesa per la sentenza del TAR sul ricorso presentato dal Comune e dai residenti della Zona Quartaccia contro il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) si fa sempre più serrata, con la pronuncia dei giudici amministrativi prevista per la metà di novembre.

A margine della forte mobilitazione dei cittadini, il sindaco Pietro Tidei, che ha promosso ed è stato relatore all’ultima partecipatissima assemblea pubblica sulla vicenda, è intervenuto per rispondere alle recenti dichiarazioni di Rifondazione Comunista (Prc), che chiedeva un aggiornamento del Piano Regolatore Generale (PRG).

Il sindaco Tidei ha voluto fare chiarezza sulla natura del contenzioso, sottolineando che l’osservazione di Rifondazione Comunista è totalmente fuori tema rispetto alla battaglia legale in corso.

«L’osservazione sull’aggiornamento del Piano Regolatore Generale è del tutto slegata dalla questione Quartaccia – ha detto il sindaco Pietro Tidei – il nostro PRG classifica chiaramente quei terreni come edificabili. I proprietari pagano l’IMU in base a questa classificazione da sempre: se i terreni non fossero edificabili, pagherebbero un’imposta agricola, non quella di area edificabile».

«Il vero e unico problema che ha bloccato lo sviluppo e l’edificazione in Quartaccia – ha proseguito Tidei – è stato imposto in via superiore dalla Regione Lazio attraverso il PTPR, che ha vincolato erroneamente la zona. Il nostro ricorso al TAR è diretto precisamente contro questo blocco regionale ingiusto, per far valere i diritti dei cittadini».

«Siamo lieti di confermare che, a sostegno della linea intrapresa dall’Amministrazione, ben 32 famiglie proprietarie di lotti si sono già accodate con un intervento ad adiuvandum, affiancandosi al Comune. Questo dimostra che la nostra battaglia, in attesa della sentenza di novembre, è giusta e sentita. Il ricorso al TAR è l’unica strada per sbloccare l’iter amministrativo e consentire finalmente ai residenti di realizzare il sogno della propria abitazione».

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