Riceviamo e pubblichiamo

Bracciano – Ci sono gare che si concludono quando le luci del palazzetto si spengono. E ce ne sono altre che continuano a vivere dentro chi le affronta, perché non si limitano a un risultato, ma diventano parte del percorso di crescita dell’atleta, del Maestro e della società. Il Campionato d’Abruzzo del 22 e 23 novembre appartiene a questa categoria: un’esperienza che ha formato più di quanto abbia classificato.
Sabato 22 novembre – Emma apre la trasferta
La prima giornata ha visto protagonista Emma, impegnata nel suo esordio nella categoria Rosse/Nere, un livello tecnico e mentale più avanzato rispetto alla stagione precedente.
Entrata in campo con determinazione, in entrambi i round ha preso il comando mostrando personalità, lucidità e un buon ritmo di gara. La sua partenza forte, però, si è scontrata con la gestione dell’emozione: piccoli margini dati all’avversaria sono bastati per invertire la direzione del match.
Questo passaggio, tuttavia, non ha un significato negativo. Per affrontare una nuova categoria serve imparare a gestire il vantaggio, a restare lucidi quando l’avversario recupera, a mantenere calma e strategia nei momenti critici. Sono competenze che non si sviluppano in palestra, ma nel campo di gara. Emma lo ha fatto, dimostrando che il potenziale c’è e che la strada intrapresa è quella giusta. Il risultato non racconta tutto. La crescita sì.
Il ruolo del Maestro e i valori che contano
Nel Taekwondo come nella vita esistono due tipi di guide: quelle che costruiscono e quelle che illudono. Un vero Maestro non alimenta facili illusioni. Non promette medaglie, non regala cinture, non cerca scorciatoie. Un vero Maestro costruisce: disciplina, rispetto, responsabilità, capacità di affrontare le difficoltà e trasformarle in evoluzione.
La qualità di una scuola non si misura dalla perfezione delle sue attrezzature, ma dalla crescita dei suoi atleti. La gara di Emma lo ha mostrato chiaramente: competere a un livello superiore è già una vittoria, indipendentemente dal risultato finale.
Domenica 23 novembre – La giornata dei più giovani
La seconda giornata del Campionato ha visto scendere sul campo tre giovani atleti della Sport For You 2: Alessia, José e Francesco. Tre età diverse, tre caratteri differenti, tre modi unici di affrontare il confronto in gara.
Alessia – La prima gara da cintura nera
Alessia affronta un salto di qualità importante. Nel primo round parte con poca lucidità, ma nel secondo trova la sua dimensione: reagisce, recupera, costruisce punti e arriva al pareggio. È il limite delle ammonizioni a interrompere la sua rimonta. Il bronzo che ottiene, però, non è casuale: rappresenta la sua capacità di adattarsi, di crescere in pochi secondi e di trasformare la pressione in determinazione.
José – L’emozione come avversario
José arriva preparato, sicuro, perfetto nel riscaldamento. Ma la gara è un ambiente diverso: distanze sbagliate, scelte affrettate e un’emozione che cambia tutto. Tuttavia resta concentrato, non abbandona il match e combatte fino all’ultimo secondo. Il bronzo conquistato è una tappa fondamentale: insegna quanto sia importante imparare a gestire sé stessi prima ancora dell’avversario.
Francesco – Il coraggio nella sua forma più pura
Il più giovane del gruppo entra in gara con una maturità sorprendente. Ogni scambio è affrontato con determinazione, ogni secondo con lucidità. Il suo bronzo racconta un percorso appena iniziato, ma già ricco di carattere e volontà. Francesco dimostra che il coraggio non dipende dall’età, ma dalla qualità dello spirito con cui si affronta la sfida.
Un messaggio ai genitori
In ogni disciplina sportiva i genitori hanno aspettative, ed è naturale desiderare di vedere i propri figli vincere. A volte, però, questo desiderio rischia di far dimenticare il ruolo più importante: accompagnare il percorso dei ragazzi, non la loro classifica. Essere genitori nello sport significa sostenere l’impegno, non pretendere risultati; valorizzare lo sforzo, non giudicare il punteggio; vedere la crescita anche nelle giornate difficili, non solo in quelle fortunate.
E questo non implica accettare passivamente la sconfitta. Significa qualcosa di più profondo: comprendere che il vero valore di una gara non sta solo nell’esito, ma in ciò che un bambino impara nel tentativo di superare se stesso. La vittoria è un traguardo. La crescita è un cammino. E un genitore presente, consapevole e sereno è la guida più importante per percorrerlo.
Cosa resta di questo Campionato
In queste due giornate non si sono viste solo tecniche e punteggi. Si sono visti coraggio, reazioni, errori trasformati in esperienza, paure affrontate, piccoli progressi che non finiscono sul podio ma restano nel carattere dei ragazzi. Ogni bronzo conquistato ha un significato: non rappresenta un limite, ma un punto di partenza. Quello che facciamo è buono, ma non ancora sufficiente per diventare ciò che questi atleti possono essere. Ed è proprio questo il valore più grande del Campionato d’Abruzzo: aver mostrato con chiarezza la strada su cui continuare ad allenare mente e corpo.
Conclusione
Gara dopo gara, allenamento dopo allenamento, passo dopo passo, sempre avanti, sempre insieme. Un giorno questi ragazzi diventeranno grandi. E la nostra società potrà dire di aver fatto parte del loro cammino.
Sport For You 2 per sempre.