Dom. Ott 25th, 2026

M5s Santa Marinella-Ladispoli: “Il Bacio “Anonimo” e la lista: Un amore segreto tra arte e denaro?”

Riceviamo e pubblichiamo

Santa Marinella – Finalmente, dopo mesi di speculazioni, velate allusioni e un silenzio che faceva più rumore di una banda di ottoni, la lista degli sponsor dell’esposizione della statua del Bacio è stata resa pubblica. O, per meglio dire, una lista. Perché, signore e signori, siamo di fronte a un capolavoro di trasparenza all’italiana, un vero e proprio “bacio di Giuda” alla chiarezza.

La pubblicazione, infatti, è stata un tripudio di omissis e anonimato. Abbiamo cifre, certo, e anche precise al centesimo, ma i nomi… quelli restano un segreto custodito gelosamente, più delle ricette di famiglia di una nonna calabrese.

Ci è stato gentilmente concesso di sapere che lo “Sponsor A” ha elargito una cifra stratosferica, seguito dal “Contribuente B” con una somma di tutto rispetto, e così via, fino al “Benefattore Z” che, con la sua generosità, ha completato il quadro. Un vero esercizio di stile, o forse di occultamento? Dov’è finito il buonsenso? Da quando in qua gli sponsor, coloro che mettono il proprio nome (e le proprie finanze) a garanzia di un evento, desiderano rimanere nell’ombra? È come se la Barilla finanziasse Sanremo ma pretendesse che il suo logo fosse coperto da un telo nero. O che la Ferrari sponsorizzasse la Formula 1 ma le sue macchine corressero senza il cavallino rampante. Assurdo, direte voi. E invece no, benvenuti nel Belpaese dove l’assurdo è la norma.

Ma il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista, arriva ora. Perché questa, signori miei, non è una semplice lista. È un esercizio di memoria, un déjà-vu che sa di polvere e scandali passati. Ricordate quelle celebri liste segrete che hanno popolato le cronache del nostro paese, quelle dove comparivano nomi eccellenti, personaggi insospettabili, legati da fili invisibili e interessi inconfessabili? Quelle liste che, per decenni, hanno alimentato il torbido dibattito sulla P2, la Loggia massonica eversiva di Licio Gelli, con i suoi “fratelli” che tramavano nell’ombra per il “bene” della nazione?

Non fraintendeteci, non stiamo dicendo che dietro a questi “Sponsor Anonimi” si nascondano massoni o golpisti. Ma l’analogia è irresistibile, quasi comica nella sua tragica attualità. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un muro di gomma, a una cortina fumogena dietro la quale si muovono figure ignote, che elargiscono denaro senza volerne pubblicità.

E la domanda sorge spontanea: perché tutta questa segretezza? Forse che il “Bacio” fosse così scabroso da richiedere l’anonimato dei suoi mecenati? O forse, e qui la satira lascia il posto a un velo di amarezza, c’è qualcosa di più, qualcosa che non deve essere rivelato, un intreccio di interessi che non può sopportare la luce del sole?

Attendiamo fiduciosi la prossima puntata di questa irresistibile commedia all’italiana. Magari un giorno scopriremo che lo Sponsor A è un fortunato affidatario di gare senza previa pubblicazione di bando, o che il Benefattore Z ha una relazione clandestina con la statua stessa. Fino ad allora, godiamoci il bacio, anche se non sappiamo chi lo ha pagato. Tanto, in Italia, siamo abituati ai baci che non si vedono, ma si sentono. E anche  a quelli che lasciano un retrogusto amaro.

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