Dom. Ott 25th, 2026

Civitavecchia, Angeloni su biodigestore:“ Piendibene sindaco biodigeribile, un sì mascherato da mitigazione”

Riceviamo e pubblichiamo

Civitavecchia – Come ex componente del CdA dell’Osservatorio Ambientale sento il dovere di parlare con chiarezza:  “Diciamolo senza giri di parole: il biodigestore puzzerà. Non è un’opinione, è chimica di base. Dentro l’impianto si svilupperanno acido solfidrico, ammoniaca, mercaptani e composti organici volatili. Vuol dire odore di uova marce, ammoniaca e odori dolciastri ma nauseanti. Possiamo ridurli, controllarli, ma non possiamo cancellarli con uno slogan su ‘impianti a ciclo chiuso’. La domanda vera dei residenti di Borgata Aurelia – ‘sentiremo l’odore a casa nostra?’ – merita risposte con numeri, mappe, frequenze annue, non rassicurazioni generiche.”

Per avere queste risposte, esistono strumenti precisi e già utilizzati altrove: modellistica di dispersione avanzata con dati meteo reali, olfattometria dinamica, reti di sensori e “nasi elettronici”, campagne periodiche sui recettori sensibili come scuole e abitazioni. Lo studio è citato nell’AIA regionale, ma finora i dati disponibili sono solo quelli del progettista. “Quindi, per favore, anche il Cda dell’Osservatorio e Rinaldi si diano una svegliata e avviino  uno studio modellistico indipendente con modelli riconosciuti (AERMOD/CALPUFF), basato su dati meteo reali e non su scenari ‘da brochure'”.

Servono mappe pubbliche che dicano chiaramente quante volte l’anno Borgata Aurelia, le scuole, gli asili saranno esposti oltre la soglia di fastidio. Questa maggioranza deve formalmente impegnarsi di fronte alla città perché questo avvenga, e non accontentarsi della parola magica ‘mitigazione’ usata dal sindaco come una coperta per nascondere il disagio”.

C’è poi un nodo politico che non si può più eludere: il biodigestore non nasce per fare un favore a Civitavecchia, ma per aiutare un colosso energetico a migliorare i propri indicatori di sostenibilità per accedere più facilmente alla finanza verde e pagare meno interessi sui debiti anche quelli con la BEI. Stiamo parlando di centinaia di milioni per i quali  Edison ha promesso, tra l’altro, di raggiungere entro il 2030 una capacità di produzione di green gas (biometano e idrogeno) pari a circa 0,4 miliardi di metri cubi come da bilancio ESG.

“In parole semplici, Civitavecchia respirerà le esalazioni dei rifiuti organici di Roma affinché il gruppo proprietario dell’impianto possa chiedere lo sconto sui prestiti e  presentarsi più ‘verde’ ai mercati e alle banche. Questo è un paradosso etico che il Sindaco ha il dovere di denunciare, non di accompagnare con sorrisi e promesse di pochi e fantomatici sconti sulla TARI”.

“Piendibene aveva detto ‘no’ in campagna elettorale. Oggi appare come un sindaco bio digeribile,  si dice ‘pronto a trattare’ prima ancora che Edison glielo chieda. Parla di ristori, di compensazioni, di risparmi futuri. Ma chi governa non è un mediatore di eventi, è il garante dei diritti dei cittadini.

Dove sono le ordinanze per limitare il transito dei compattatori nelle aree più sensibili? Siamo parlando di 60 transiti al giorno.  Dove sono gli atti formali alla Regione per una legge sulle emissioni odorigene, come già esiste in altre regioni? Dov’è la pressione politica, vera, non quella da palco, per alzare l’asticella delle tutele?”

Il sindaco Piendibene invece si porta avanti il conferimento delle aree PIP e delle zone servizi al Fondo immobiliare chiuso, gestito dalla SGR, in un quadro di bilancio appesantito da canoni non pagati dalla stessa SGR e anticipazioni che pesano per almeno sei milioni di euro. Così mentre il Sindaco cerca di tappare i buchi di bilancio, la città diventa terreno di scambio fra immobiliare, grandi impianti e finanza verde. Se qualcuno pensa di chiedere a Edison di mettere soldi direttamente nel Fondo per sistemare i conti, ha il dovere di dirlo in Consiglio comunale e ai cittadini, prima che le scelte siano irreversibili. Non si può barattare aria respirata e salute con una pezza di bilancio.”

Per queste ragioni, avanzo due richieste nette tramite l’Osservatorio Ambientale:
1.      uno studio indipendente, completo e pubblicato sugli odori del biodigestore, con modellistica aggiornata e monitoraggio continuo;
2.     la completa trasparenza sugli impegni ESG (Sostenibilità) legati all’impianto, con benefici locali quantificabili, verificabili e vincolati a obiettivi ambientali misurabili sul territorio;

Infine, sarebbe bene che i gruppi consiliari dei Cinquestelle, PD e Liste civiche dicessero chiaramente se approvano le operazioni che coinvolgono gli aspetti finanziari, sia per quanto riguarda Edison che il Fondo immobiliare e la SGR, per evitare che il biodigestore diventi, di fatto, una tessera in un mosaico di finanza creativa costruito sulle spalle di Civitavecchia.

“Il tempo della propaganda è finito. Chi ha detto ‘no’ in campagna elettorale, oggi deve spiegare a questa città perché ha scelto di accomodarsi al tavolo della trattativa prima ancora che Edison lo invitasse  e a quali condizioni è pronto a firmare. Io non sono disponibile a un sindaco biodigeribile che pronuncia un ‘sì’ mascherato da mitigazione. E credo che molti cittadini la pensino allo stesso modo.”

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