Riceviamo e pubblichiamo

Santa Marinella – “La recente decisione di revocare l’incarico al Dirigente dei Lavori Pubblici ha innescato una reazione a catena dai risvolti critici: la decadenza dell’architetto Mencarelli dal ruolo di Direttore dei Lavori del PNRR, responsabilità che il tecnico ricopriva a titolo gratuito. Il risultato immediato è la paralisi: senza una direzione tecnica, i principali cantieri della città sono attualmente tutti bloccati.
È un epilogo che evidenzia una responsabilità politica precisa. Appare evidente come la gestione della vicenda sia stata condizionata dalle reiterate pressioni di una compagine di ex consiglieri, oggi candidati nelle liste di Damiano Gasparri. Parliamo di Domenico Fiorelli, Roberto Angeletti, Alina Baciu, Eugenio Fratturato, Ilaria Fantozzi, Patrizia Befani, Patrizia Ricci e Jacopo Iachini.
Questi esponenti avevano trasformato la rimozione del tecnico in un vessillo identitario, una condizione dirimente nella vicenda che portò alla caduta della precedente Amministrazione. Oggi, il candidato sindaco Gasparri si trova a guidare una coalizione che ha avallato questo sabotaggio amministrativo, ereditando pesantissime conseguenze.
La frammentazione del centro-destra è la prova plastica di un cortocircuito politico in cui la vicenda Mencarelli ha pesato non poco. Gasparri appare oggi come un generale che dichiara battaglia mentre le sue truppe sono già altrove: Forza Italia e l’intero direttivo di Fratelli d’Italia converge verso altri lidi, con lui la Lega il cui capolista è sotto processo per corruzione da consigliere comunale nel periodo 2018-2023.
Oggi l’ex medico Gasparri viene sostenuto da una coalizione Frankenstein, con gli organi politici presi qua e là, il cui scheletro rimane quel gruppo — Fiorelli, Befani, Angeletti, Baciu, Fratturato, Fantozzi — ovvero coloro che hanno anteposto il pregiudizio politico alla responsabilità nei confronti della continuità e che senza troppi scrupoli hanno rivendicato la responsabilità dell’azione in una nota “gira-frittata” del 25 aprile.
Il rischio per la comunità non è solo teorico, ma finanziario. Già lo scorso 24 aprile, il candidato Emanuele Minghella aveva lanciato un allarme rimasto inascoltato: il pericolo concreto di contenziosi per circa sei milioni di euro legati a ritardi, danni e lavori già eseguiti dalle imprese. Un onere che rischia di abbattersi direttamente sulle casse comunali con esiti quanto mai incerti per le stesse.
Oltre al danno economico nei confronti delle ditte, emerge lo spettro del fallimento degli obiettivi europei. L’Unione Europea impone scadenze tassative: entro i termini stabiliti, i lavori devono essere ultimati (30 giugno), devono essere certificati e minuziosamente rendicontati sulle piattaforme di Bruxelles. Senza un Direttore dei Lavori che vidimi ogni passaggio contabile e amministrativo, il rischio di perdere i finanziamenti diventa una drammatica certezza.
La Commissaria Desideria Romana, confermando Mencarelli per cinque mesi, aveva garantito la stabilità necessaria, ratificando atti di cui aveva riconosciuto la solidità professionale. Sorprende, pertanto, che si sia giunti alla revoca proprio alla vigilia della campagna elettorale, lasciando la città in un default gestionale che i cittadini non meritavano”.
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