“Dobbiamo presentarci alle prossime elezioni come valida alternativa a questa armata Brancaleone, con un candidato sindaco che unisca tutti”

Cerveteri – La determinazione è quella di sempre, il sorriso e la voglia di fare pure. Anna Lisa Belardinelli, dopo aver lasciato lo scranno in Consiglio comunale circa due anni fa, è ancora figura di rilievo del centrodestra di Cerveteri e continua a interessarsi alla politica della sua città con la passione che la caratterizza.
Dell’attuale situazione politica ha una visione chiara che, pur osservando il presente, guarda al futuro con l’obiettivo di conquistare la guida del Comune, occasione persa tre anni fa per scelte sbagliate.
Anna Lisa Belardinelli, l’ultimo Consiglio comunale ha respinto la mozione di sfiducia contro la sindaca Gubetti, un risultato scontato che non ha prodotto niente più di un dibattito in Aula. Dato per certo che non c’erano i numeri per far passare la sfiducia, ne è valsa ugualmente la pena?
“Sapevamo bene che non c’erano i numeri per approvare la mozione, non ci aspettavamo sorprese da nessuno dei consiglieri di maggioranza, anche se, a onor del vero, devo dire che presi singolarmente lamentano parecchi mal di pancia. Nonostante la mozione sia stata respinta ritengo che sia comunque valsa la pena presentarla, è stato acceso un faro sulla precarietà di questa maggioranza, unita solo dall’opportunismo politico, ed è stata messa in evidenza la totale mancanza di capacità di leadership del sindaco Gubetti, non dimentichiamo che dopo nemmeno due anni di governo sono usciti dalla maggioranza ben otto consiglieri e sono rientrati solo dopo aver ottenuto le poltrone richieste”.
Il Partito Democratico ha annunciato la richiesta di una verifica di maggioranza, annuncio che non ha suscitato la minima reazione, cosa che già di per sé suscita interrogativi. E comunque, a due settimane di distanza, di affrontare questa verifica non se ne parla, se cadesse nel nulla, politicamente sarebbe ancora più grave dell’annuncio. Lei che idea si è fatta?
“È tipico del sindaco Gubetti non affrontare le questioni e tentare disperatamente di nascondere la polvere sotto il tappeto, ma è ovvio che la richiesta in Aula di una verifica di maggioranza, avanzata dall’unico partito che la sostiene, è un fatto grave che certifica lo stato di salute di questa amministrazione: siamo praticamente di fronte ad un malato terminale al quale è necessario staccare la spina per porre fine a questa agonia. Sicuramente se questa richiesta dovesse cadere nel nulla, il fatto sarebbe ancora più grave dell’annuncio e il PD politicamente ci perderebbe molto, soprattutto dopo avere già perso due consiglieri ed aver accettato passivamente di assecondare le richieste dei fuoriusciti della prima ora”.
I numeri che sostengono la sindaca Gubetti sono risicati e alle prossime elezioni mancano ancora più o meno due anni. Visti i tanti problemi ancora da risolvere e i malumori che pure serpeggiano nella maggioranza, pensa che la sindaca possa arrivare a concludere il mandato?
“In politica tutto è possibile, la storia ci insegna che si può riuscire a governare anche senza numeri grazie alle cosiddette “stampelle” che vanno in soccorso di una maggioranza “zoppa”. Personalmente non credo che il sindaco Gubetti riuscirà a concludere il mandato e, contrariamente a quanto ci vogliono far credere, sono certa che pochi mesi di commissario rappresentino un male minore rispetto a questa amministrazione ormai logora, che naviga a vista, senza alcuna visione e senza un’idea di dove si sta portando la città, con a capo un sindaco abbarbicato alla poltrona, costretta a sottostare ai ricatti politici ora dell’uno ora dell’altro gruppo consiliare”.
Alle scorse elezioni il centrodestra si presentò spaccato e la candidatura di Moscherini ha fatto il resto. Viste le ambizioni che pur non ufficialmente già emergono da parte di qualcuno – alcune velleitarie, diciamo la verità – c’è il pericolo che si possano ripetere gli stessi errori del passato?
“Il centrodestra ha pagato un prezzo troppo alto per gli errori del passato e devo dire che per la prima volta, dopo tanti anni, abbiamo raggiunto finalmente una maturità politica che ci ha spinti a mettere da parte personalismi e vecchi rancori, a mettere una pietra sopra a quello che è stato e a guardare al futuro. Dagli errori del passato abbiamo imparato la lezione, oggi abbiamo una nuova consapevolezza che, sono sicura, ci porterà a presentarci uniti alle prossime elezioni”.
Lei ha un grosso seguito a Cerveteri, i voti che prese alle ultime amministrative lo dimostrano chiaramente. Al prossimo appuntamento elettorale pensa che il suo nome come candidata a sindaco potrebbe essere proponibile come unitario del centrodestra?
“Sarà la coalizione unita a decidere. Quello che io penso è che, se la volta scorsa il centrodestra si fosse riunito sul mio nome avremmo vinto al primo turno, ma così non è stato e rivangare il passato non serve a nulla, con i sé e con i ma non si va da nessuna parte. Oggi, come ho detto prima, guardiamo al futuro, in ogni senso, sappiamo bene che le divisioni non pagano e che dobbiamo presentarci alle prossime elezioni come valida alternativa a questa armata Brancaleone, con un candidato sindaco che unisca tutti, non è il momento di fare nomi, ma ci faremo trovare pronti”.
Si immagini sindaca di Cerveteri e dica una cosa che metterebbe al centro del suo programma e che non rinuncerebbe a realizzare.
“Sicuramente al centro del programma va messo un progetto serio per lo sviluppo ed il rilancio della città che porti a riqualificare anche le frazioni e a renderle più connesse tra loro e il capoluogo, ma di cose da fare ce ne sono veramente tante, tredici anni di nulla dell’amministrazione Pascucci, prima, e Gubetti, poi, hanno aumentato a dismisura il divario con i comuni limitrofi… purtroppo”.