Sindaca e maggioranza abbandonano l’Aula, il Pd non ci sta, rimane e mantiene il numero legale

Cerveteri – Est modus in rebus, c’è una misura nelle cose. E soprattutto, tradotto alla buona, Orazio aggiungeva che “vi sono limiti oltre i quali non può esserci il giusto”. Un sindaco, in questo caso la sindaca, abbandonando l’Aula consiliare insieme a parte della sua maggioranza, cessa volontariamente di essere garante dell’ente che rappresenta schierandosi con una parte politica. E poco importa se lo fa solo per breve tempo. Ed è esattamente quanto successo ieri sera in Consiglio comunale a Cerveteri.
La prima cittadina (ma ha ancora senso, oggi, di fronte a certi atteggiamenti, continuare ad appellare i sindaci così?) dovrebbe ricordare che un comportamento che non infrange alcuna legge può recare ugualmente un danno enorme all’istituzione. Si chiama opportunità. Un sostantivo spesso trascurato da chi è stato eletto a rappresentare i cittadini. A questo se ne aggiunge un altro: correttezza. Ovvero, quella procedura che dovrebbe indurre ad agire con onestà e lealtà.
“Sarò la sindaca di tutti”, disse appena eletta. Niente di più falso, perché con un comportamento che ha pochi precedenti (Silvia Salis docet) ha dimostrato di essere la sindaca di un determinato schieramento politico. Sul provvedimento che se messo ai voti probabilmente l’Aula avrebbe bocciato e che l’assessore Gazzella ha frettolosamente ritirato, stendiamo un velo pietoso. È una questione talmente urtante che rimane difficile commentare. Tra l’altro, per i cittadini presenti o collegati, tutto è rimasto nell’ombra. Neanche il coraggio di illustrarlo.
Eppure, nella vicenda di ieri sera c’è stato qualcosa di positivo: il guizzo d’orgoglio del Partito Democratico. Inaspettatamente, dopo quasi quattro anni passati a mandare giù ogni prepotenza, ha avuto il coraggio di dire no senza se e senza ma. Ha fatto di più. Il gruppo non ha seguito il resto della maggioranza e non ha abbandonato l’Aula, garantendo così il numero legale consentendo l’approvazione di mozioni importanti. Chapeau. L’avessero fatto prima, avrebbero guadagnato la stima di molti cittadini e apprezzamento dai suoi sostenitori. Quanto durerà è difficile dirlo. I sogni muoiono all’alba è il titolo di un bel film. Ma lì si trattava della Rivoluzione Ungherese. Altra storia. Resta il fatto del beau geste. Anche lì, altro film e altra storia. Accontentiamoci di questo sprazzo di coraggio. Piuttosto che niente, meglio piuttosto.