Lun. Ott 12th, 2026

Cerveteri, il piccolo capolavoro di “Città Futura Anno Zero”

Il nuovo gruppo conta quattro consiglieri, un peso del tutto diverso

Cerveteri – A bocce ferme, archiviata (?) la crisi che ha scosso per lunghi mesi le stanze di Piazza Risorgimento, vale la pena spendere qualche parola su un piccolo capolavoro politico avvenuto, a mio giudizio, in Consiglio comunale qualche giorno fa.

Dal riassetto seguito al rimpasto di giunta e dall’entrata in Consiglio per surroga di un neo consigliere, un accordo politico ha visto la nascita di un nuovo gruppo consiliare chiamato “Città Futura Anno Zero”, composto dai consiglieri Federico Salamone, Luigi Geronzi, Laura Mundula e Alessio La Sorella, quest’ultimo subentrato a Gazzella nominato assessore.

Chissà se nella scelta del nome abbia influito la mitica Radio Città futura, emittente nata nel 1975, i cui orientamenti politici erano il Partito di Unità Proletaria e il movimento di Avanguardia operaia. Per nostalgia di quegli anni, nonostante fossi distante dall’orientamento editoriale di allora, e da quello di oggi che vede l’emittente vicina al Partito Democratico, ogni tanto visito il sito web. Noi passatisti siamo fatti così. Ad ogni modo, credo che il nome evocativo dell’emittente – tra l’altro nota solo a chi purtroppo ha diverse primavere sulle spalle – sia del tutto casuale. Però, indubbiamente, la cosa è suggestiva.

Detto questo, il neo movimento, che in un comunicato annunciante la sua costituzione ha dichiarato che esso è orientato a “garantire il rispetto degli obiettivi di mandato, contribuire fattivamente allo sviluppo della città rimanendo vigili”, senza dimenticare, non a caso, di sottolineare che “il movimento nasce in un momento di crisi politica, mai condivisa, in quanto ha messo in discussione non solo una visione di sviluppo per Cerveteri, ma anche un insieme di valori ritenuti fondamentali. Proprio per questo, in Città Futura Anno Zero si sono ritrovate persone provenienti da diverse esperienze politiche, unite dalla volontà di dare un contributo concreto e coerente con i principi programmatici iniziali”.

Per inciso, il proprio rappresentante in giunta è Federica Battafarano, ex assessora alla Cultura (brava) e vicesindaca, spostata oggi alla Pubblica Istruzione. Per chi detiene il record di preferenze in assoluto, non si è trattato proprio di una promozione. Per come la vedo io, non se ne deve avere a male più di tanto, dovrebbe avere abbastanza esperienza per sapere che in politica la riconoscenza è il sentimento del giorno prima, al momento opportuno, sono convinto che saprà ricordarlo a qualcuno.

Tornando al neo movimento, forse ai più sfugge la novità delineata, ma soprattutto ciò che questa costituirà alle prossime elezioni amministrative. Fino a ieri, i suoi componenti rappresentavano soltanto loro stessi, adesso, invece, il neo gruppo conta quattro consiglieri, un peso del tutto diverso. Una manovra intelligente che cambia le carte in tavola e getta le basi per una iniziativa futura in chiave elettorale. A chi li ha attaccati – anche con modi verbali piuttosto accesi – dovrebbero fischiare le orecchie: hai voglia a fare spallucce e dire che non contano niente, fatti due conti grossier, con una loro lista potrebbero determinare la vittoria o la sconfitta di una coalizione.

Chi ha qualche anno sulle spalle ricorderà “Gli straccioni di Valmy”, una combriccola di deputati messi insieme nel 1989 da Francesco Cossiga e da lui battezzata così richiamando una famosa battaglia. Derisi da tutti, riuscirono a portare a Palazzo Chigi Massimo D’Alema, ponendo fine alla preclusione dei comunisti a ruoli nell’esecutivo. Insomma, gli underdog di allora. E siccome che la storia – quella vera, non quella citata a sproposito da qualcuno – spesso si ripete, chissà che non sia proprio Città Futura Anno Zero ad avere in mano le carte, quando sarà, per fare scopa.

Geronzi è politico navigato, i giovani Salamone e La Sorella hanno dimostrato di avere il coraggio di decisioni non facili nonostante l’età, Laura Mundula, che non avere in giunta è un vero peccato, ha l’intelligenza e il carattere per essere un punto fermo del movimento.

Intanto la maggioranza ricostituita ha intrapreso il nuovo corso che sa già tanto di vecchio. Metto giù un ragionamento semplice: Governo Civico ha fatto il pieno delle deleghe più importanti lasciando agli altri le briciole ma si ritrova con tre consiglieri in meno e con la sua esponente di spicco fuoriuscita che, da sola, vale una lista discreta: il danno è grosso. Il Pd è ridotto a quattro componenti e ha qualche problema da risolvere al suo interno, anche se, vedi l’intervista rilasciata da Ercole Lops a questo giornale, qualche idea prova a metterla in campo. A ben guardare, dunque, la novità che cattura l’attenzione è proprio Città Futura. Sulla tenuta di questa nuova maggioranza è azzardato fare pronostici, ma chi mastica di politica sa che forze paritarie tentano di scavalcarsi per prevalere, facile prevedere che possa accadere di nuovo. Vedremo come andrà a finire e se aveva ragione Battisti: “chissà che sarà di noi, lo scopriremo solo vivendo…”.

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